Il Mondiale dell’abbonato Matteo – Questione di cuore, l’Argentina è finalista in rimonta

Sconfitta 2-1 l'Inghilterra in rimonta (86' Enzo Fernández, 92' Lautaro Martinez) dopo il vantaggio di Gordon. Ora sfida per il titolo con la Spagna

L’abbonato Matteo sapeva che il nervosismo avrebbe preso subito il sopravvento. Troppe le questioni irrisolte tra Inghilterra e Argentina, tradottesi prima del fischio d’inizio nella bandiera britannica issata alle Falkland/Malvinas, e allo stadio di Atlanta nei fischi reciproci dei tifosi delle due nazionali all’esecuzione dell’inno avversario. Ma certo non poteva immaginare un copione di 100 minuti tanto avvincente. Glorioso per i vincitori, crudele per gli sconfitti. La finale con la Spagna se la prende l’Argentina, in rimonta: 2-1. Lautaro Martinez risolve il match al 92′, dopo il pari di Enzo Fernández al minuto 86, su assist di Messi. L’Inghilterra, passata in vantaggio dal nulla al 55′ con una zampata di Gordon sul servizio di Rogers, ha smesso di giocare e non ha più superato centrocampo. Il passivo avrebbe dovuto essere più corposo per l’Albiceleste, sul cui conto vanno messi pure i due pali di MacAllister, e che ha invece rischiato di perdere. Giustizia alla fine è fatta, seppur in uno sport che non sempre premia i più meritevoli.

In avvio l’Argentina ha preferito metterla sul fallo sistematico nella migliore delle situazioni, quando invece non era il caso di far assaggiare agli uomini di Tuchel gomiti alti e lunghi tacchetti. Ha tracciato il raggio d’azione dei rivali, riducendolo sempre più. Di un primo tempo sostanzialmente guidato dall’Inghilterra ma povero di occasioni da rete, resta poco di più. Il numero degli interventi fallosi, questo sì, in netta controtendenza con l’andamento dell’intero Mondiale. Ma la posta in palio – lo coglie anche Matteo – era elevatissima. E dopo un paio di occasioni per il vantaggio argentino, ecco appunto dal nulla il break degli inglesi. Da qui la riscossa Albiceleste, con il predominio, il dominio, il soffocamento, tiri e pali e gol. Uno spazio evun tempo che ha diviso i veri uomini dalle femminucce. L’Argentina non avrà la squadra più forte ma ci mette sempre tanto cuore, ciò che almeno in queste due semifinali è mancato a Francia e Inghilterra, squadre zeppe di campioni. L’abbonato Matteo gongola, questo calcio lo manda in visibilio. E ripensa che avrà una finale memorabile, mentre la finalina è davvero sfida tra deluse.

Redazione

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