Kouda ai giornali mantovani: «Mi sento a casa grazie a presidente, compagni, staff e tifosi»

Il centrocampista: “Era finito tutto troppo presto, ci speravo. L'obiettivo è la salvezza, poi vedremo. Alla piazza dico grazie, mi hanno fatto sentire il loro affetto da subito”

Kouda esulta insieme Ruocco

Rachid Kouda è tornato a Mantova dopo aver concluso il prestito e fatto rientro al Parma. Il centrocampista classe 2002 è rimasto a lungo nei pensieri del club biancorosso e, proprio negli ultimi giorni di mercato, le due società hanno trovato l’intesa per un nuovo prestito con diritto di riscatto. Una trattativa che ha riportato in città un giocatore che, già lo scorso anno, era riuscito a lasciare il segno.

Kouda, però, preferisce andarci piano quando gli si parla di “casa”.

«Non so se Mantova sia davvero casa mia, questo dovrà dirlo la gente. Io qui mi sento a casa grazie al presidente, i compagni, il mister e tutto l’ambiente. L’anno scorso abbiamo conquistato una salvezza che in pochi, all’inizio, pensavano possibile. Abbiamo costruito qualcosa di importante e io avevo lasciato persone alle quali volevo e voglio bene. Anche per questo mi era rimasta un po’ di amarezza: sembrava che tutto fosse finito troppo presto. Stavo bene, dentro e fuori dal campo, e sono felice di essere tornato».

Il ritorno, racconta il centrocampista, gli ha restituito un ambiente ancora più coinvolgente rispetto a quello trovato nel gennaio scorso.

«Ho sentito ancora più entusiasmo. L’inizio di stagione ha dato una spinta importante a tutto l’ambiente. E ho visto anche una crescita dal punto di vista organizzativo e logistico. Avere la colazione, il pranzo e determinate attenzioni non è affatto scontato in questa categoria. Il presidente ci sta mettendo nelle condizioni migliori per lavorare. Ora sta a noi ripagare tutto questo sul campo, facendo felici lui, i tifosi e soprattutto noi stessi».

L’estate, nel frattempo, lo aveva portato nuovamente a Parma. Il futuro era tutt’altro che definito.

«Ero rientrato dal prestito e sapevo che sarei stato valutato. Le cose stavano andando bene e quindi non era così scontato che sarei tornato a Mantova. Però non ho mai perso i contatti con le persone che avevo conosciuto qui. Sentivo spesso mister Modesto e gli avevo detto chiaramente che, se avessi dovuto tornare in Serie B, avrei scelto Mantova. Ero rimasto in contatto anche con diversi compagni, come Trimboli, Radaelli, Meroni e Bardi».

Una scelta che, per Kouda, racconta anche quanto sia stato positivo il primo capitolo della sua esperienza mantovana.

«Se continuavano a cercarmi significa che qualcosa di buono avevo fatto. Adesso voglio fare ancora meglio, soprattutto trovare maggiore continuità e aumentare il mio contributo in termini di gol e assist».

A Parma, nel frattempo, è arrivato anche il momento tanto atteso: l’esordio in Serie A.

«Era un obiettivo che avevo fin da bambino e quindi, nonostante non sia andata come speravo, rimane una soddisfazione enorme. In quella partita non ho giocato come so fare, ma l’esordio in A resta qualcosa che mi porterò dietro. Il mio obiettivo è tornarci e riuscire a rimanerci stabilmente. Se fossi rimasto a Parma sarei stato comunque contento, ma fuori da Parma avrei scelto soltanto Mantova».

Il ritorno in biancorosso è stato quindi quasi naturale, anche grazie al rapporto costruito con l’allenatore.

«La trattativa è stata molto rapida. Quando ho saputo che il Parma mi avrebbe mandato nuovamente in prestito, nella mia testa c’era già Mantova. Mister Modesto mi ha aiutato tanto a crescere e a migliorarmi. Se oggi, in campo, a volte sembro non avere paura di nulla è anche perché ho lavorato molto sull’aspetto mentale. Ho iniziato un percorso con un mental coach e mi ha aiutato a trovare maggiore tranquillità e sicurezza».

Il Mantova, intanto, ha cominciato con il piede giusto, raccogliendo sette punti nelle prime giornate. Kouda, però, non cambia prospettiva.

«La priorità è salvarci il prima possibile. Una volta raggiunto quell’obiettivo potremo pensare a divertirci. Personalmente vorrei essere più continuo e aumentare il numero di assist e gol. Cercavo stabilità, un posto dove poter stare bene e giocare con serenità. Per me Mantova è il posto migliore».

Un legame che non si è mai spezzato neppure con i tifosi.

«Li devo ringraziare davvero. Dal primo giorno mi hanno fatto sentire il loro affetto e anche durante l’estate ho ricevuto tantissimi messaggi. È stato bello capire quanto fossi rimasto nel cuore della gente. E poi c’è la partita con l’Empoli, che per me è stata speciale. Tornare al Martelli era qualcosa che aspettavo da tempo».

Ora il prossimo appuntamento è contro la Sampdoria, ferma a un solo punto in classifica. Domenica fischio d’inizio alle 17.15 al Martelli.

«Non bisogna guardare la posizione. È una squadra forte e costruita per fare bene. Noi dovremo affrontarla con la massima attenzione e provare a toglierci un’altra soddisfazione».

Una gara nella quale potrebbe mancare Trimboli, ex blucerchiato e possibile assente per infortunio.

«Per lui sarebbe una partita particolare, sicuramente ci tiene molto. È un giocatore importante per noi e speriamo possa recuperare presto».

Kouda, del resto, è uno di quei giocatori che possono essere utilizzati in più zone del campo.

«In passato ho giocato anche da trequartista in un sistema a due. Il mister sa che può utilizzarmi dove serve e io cerco semplicemente di farmi trovare pronto. In questo gruppo ci sono diversi giocatori che stanno giocando in ruoli differenti da quelli abituali, ma tutti stanno dando qualcosa in più per questa maglia».

E proprio la concorrenza interna, secondo il centrocampista, può diventare una delle armi del Mantova.

«Abbiamo una rosa competitiva e praticamente in ogni ruolo c’è concorrenza. Questo ci obbliga ad alzare il livello ogni giorno, soprattutto in allenamento. È una cosa positiva, perché ci permette di migliorarci a vicenda. Ora dobbiamo continuare a lavorare e dare tutto per questa maglia».

(fonte La Voce di Mantova)

Redazione

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Forza Rachid 💪🤍❤️

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1 mese fa

Forza Rachid….👍

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