Non fa in tempo – l’abbonato Matteo – ad eleggere Nyland miglior portiere del Mondiale e a mettere Haaland sullo stesso piano dei grandi di questa Terra, che viene tradito da entrambi. Il primo imita il collega belga che 24 ore prima aveva decretato l’uscita di scena dei Diavoli Rossi, il secondo è per una volta ininfluente, scarico a tal punto da indurre il ct Solbakken a sostituirlo sul più bello. E così in semifinale vola l’Inghilterra: 2-1 in rimonta, decisiva una doppietta di Jude Bellingham. Il primo nel recupero della frazione iniziale, a rimediare al vantaggio spettacolare (chissà poi quanto realmente voluto) di Schjelderup per i nordici, il raddoppio in avvio di primo tempo supplementare, extratime resosi necessario dai ritmi bassi che congelavano il pareggio. A proposito: l’azione della prima rete inglese sarebbe viziata dal tocco del pallone sul filo che trasporta la spider cam ma questa volta, a differenza di quanto accaduto in Portogallo-Croazia, il sensore all’interno del pallone che regola il sistema “connected ball” non avrebbe rivelato alcuna interferenza. Nel film della partita anche una rete annullata alla Norvegia (sarebbe stato il 2-1 di Heggem) per una spinta robusta di Haaland ad un avversario e un rigore a favore degli inglesi annullato dopo una revisione al Var. Pazienza: l’abbonato Matteo ha preso atto di dover dire addio alla bella favola norvegese, alle vogate in terrazzo tra urla belluine, mentre incassa la candidatura dell’Inghilterra nel voler riportare a casa il calcio. Come Oltremanica cantano da sempre, senza mai riuscirci.
Avranno oltretutto l’Argentina quale prevedibile avversaria in semifinale, uno scontro che riporta alla vendetta maradoniana di 40 anni fa, in risposta alla guerra delle Falkland/Malvinas. Se la ricorda bene quella sfida giocata all’Azteca di Città del Messico, tanto Matteo quanto milioni di calciofili nel mondo. L’Albiceleste ha dovuto sudare sino a tutti i tempi supplementari, per sottomettere l’arcigna Svizzera: 3-1. Al gol di testa di MacAllister dopo soli 10 minuti, ha risposto l’ex Bologna Ndoye quasi allo scoccare dell’ora di gioco, quando gli elvetici ormai da un po’ erano riusciti a far sentire ai rivali una certa pressione. L’espulsione (sempre al Var) di Embolo per doppia ammonizione, con il secondo cartellino sancito da una clamorosa simulazione, sbilanciava la contesa a favore degli argentini. Che inseguivano il gol-vittoria a più riprese, sfiorandolo soltanto. Straordinaria la parata di Kobel sul tacco mancato dal subentrato Lautaro. Rimasto a secco Messi (anch’egli ha sfiorato il gol ma il suo destro ha solo lambito il palo), ci ha pensato a 8 minuti dai rigori un tiro potente e preciso di Julian Alvarez a regalare la semifinale al ct Scaloni e a uno stadio in netta prevalenza albiceleste. Lautaro Martinez nel recupero ha fissato il risultato sul definitivo tris.
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Nuova guerra delle Falkland!!