La Francia in versione bulldozer piega anche il Marocco e vola in semifinale. Spreca un rigore con Mbappé e colpisce una traversa con Digne, ma nella ripresa sistema l’esito del quarto in scena alle porte di Boston con la perla balistica di Mbappé (sempre a braccetto con Messi per il ruolo di capocannoniere) e l’incursione di Dembélé. Tutto in una manciata di minuti di una sfida a senso unico e tutto anche secondo i piani dell’abbonato Matteo, esperto di vicende iridate se ce n’è uno.
Il 2-0, risultato onesto, ridimensiona un Marocco in evidente difficoltà a proporsi nei pressi della porta transalpina. E si sa, quando non si riesce a creare occasioni da rete, prima o poi si capitola, dinanzi alla straripante qualità dei blues. Era accaduto col Paraguay, che l’aveva messa sulle maniere forti, il copione si è ripetuto contro il Marocco. Selezione non troppo africana, a dire il vero, e questa è una delle ragioni dell’exploit dei Leoni dell’Atlante negli ultimi due Mondiali (fuori in semifinale e appunto ai quarto, sempre per mano della Francia). Solo sei convocati dal Marocco sono nati nel Paese che rappresentano. Altrettanti sono nati in Francia (ma dai, dove la concorrenza è notevole), cinque in Spagna, quattro in Belgio: c’è insomma tutta la parte alta del tabellone dei quarti di finale. Giocatori cresciuti al di fuori del Marocco ma che in virtù delle loro origini hanno scelto di rappresentare il Paese africano, pur avendo magari militato nelle rappresentative giovanili di altre nazioni.
Nella notte che rappresenta il ventennio dal successo della Nazionale italiana nel Mondiale 2006, sarebbe ingeneroso negare l’evidenza. L’Italia è rimasta indietro per svariati motivi e uno di questi è che l’immigrazione nel nostro Paese non ha prodotto sinora così tanti giocatori professionisti e di conseguenza talenti come accade invece all’estero, in particolare Spagna, Germania e Portogallo. Matteo non rammenta la Francia perché è una galassia a parte, con l’Équipe de France che non rappresenta affatto le selezioni transalpine neli altri sport: rugby, basket, volley, ciclismo, pallamano, sci, ovvero discipline in cui i blues sono al top. L’abbonato si ripromette di fare un giro oltre confine e approfondire il tema.
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