Aveva ancora fame di emozioni, l’abbonato Matteo, come non ne avesse vissute abbastanza nelle nottate della scorsa settimana. E con Argentina-Egitto è stato nuovamente accontentato. Anzi, stavolta ha fatto saltare il banco di questo Mondiale bellissimo. Chi sostiene il contrario non è un appassionato di calcio o non ne capisce granché. Dunque, Messi sbaglia un rigore dopo l’iniziale vantaggio egiziano di Yasser Ibrahim in uno scorcio iniziale caratterizzato da gran ritmo e da un Egitto decisamente più determinato. A parte un palo di Leo Messi su punizione, la gara va un po’ spegnendosi tra la seconda parte del primo tempo e l’avvio della ripresa ma a scuoterne il contesto è lo splendido gol in ripartenza realizzato da Zico, dopo una revisione al Var che accerta un pestone ricevuto da Lisandro Martinez. Tutto invalidato, ma il copione si ripete a distanza di pochi minuti. Il 2-0 di Mostafa Zico è valido, oltre che spettacolare. Non c’è parvenza che la gara cambi direzione, il Sudamerica rischia un colpo basso inatteso dopo l’uscita di scena di quasi tutte le frecce del suo arco. Dal nulla, a 12 minuti dal 90′, magia di Messi e Cristian Romero – ancora lui, il protagonista del 3-2 a Capo Verde – di testa la riapre. L’Egitto passa qualche brutto momento e l’Argentina ne approfitta: batti e ribatti in area, il sinistro del 10 rimbalza sotto la traversa e s’insacca. Non è finita: la squadra di Hassan cade nel tranello per troppa generosità, si sbilancia in avanti e quando Lautaro mette il naso in zona pericolo, scodella un pallone che Enzo Fernández incorna nell’angolino, a superare il bravo Shobeir. È il gol numero 3mila in una fase finale del Mondiale. L’Egitto ci resta male, la prende malissimo Hassan in particolare, mentre l’impalpabile Salah è ammutolito. L’Argentina, senza brillare, può ancora dire la sua. Soprattutto, una volta di più, è l’imprevedibile bellezza del calcio. Che detona forte quando arriva, ma senza preavviso.
Di tutt’altro tenore l’ultimo ottavo, deciso ai rigori tra Svizzera e Colombia dopo lo 0-0 dei 120 minuti. Zero assoluto nei regolamentari, qualche emozione in più nell’overtime caratterizzato da un palo colombiano e qualche buon tentativo svizzero. La paura attanaglia le due squadre ai rigori. Nonostante le assenze, vince la Svizzera, 4-3: sbagliano Sanchez e Hernandez, tra gli elvetici solo l’interista Akanji. Ruben Vargas confeziona il match point. Si pensi se fosse uscita l’Argentina, una porzione di mondo sarebbe stata cancellata dal torneo.
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