La bellezza del calcio è tutta in Argentina-Capo Verde 3-2, la partita perfetta secondo gli esteti del calcio, anche se un sognatore eterno come l’abbonato Matteo avrebbe cambiato il finale: 3-2 sì, ma per gli africani, un tempo definiti calciatori pittoreschi, oggi eroi contemporanei. Messi contro i Signori Nessuno ha esaltato la nottata di Matteo, arrivando a superare nelle emozioni persino i sussulti della notte precedente, per Portogallo-Croazia. E Messi è presente nel verdetto della sfida dei sedicesimi di finale: gol con cui spezza l’equilibrio – favoloso controllo e sinistro velenoso sotto l’incrocio – e corner sul quale Borges corregge la traiettoria per il 3-2 definitivo. Nel mezzo un po’ di tutto: Duarte sorprende il mondo risvegliando una partita dall’inerzia che pareva segnata e fa 1-1, tutti ai supplementari. Anche se l’Argentina cambia marcia, pressando costantemente l’avversario, perché non può finire così. E invece si va davvero all’overtime. Aperto dalla rete del più improbabile, Martinez sì ma Lisandro, poca confidenza col gol. Entra in scena il portiere capoverdiano Vozinha, 40 anni e non sentirli, ormai uno dei personaggi consolidati di questo Mondiale. Para tutto. E così, in un alleggerimento dall’assedio Lopes Cabral, difensore ingaggiato dai turchi del Trabzonspor, spara un arcobaleno che si esaurisce nel sette: è il gol della vita, 2 a 2. Vozinha si erge ancora a protagonista, simbolo della favola capoverdiana, poi arriva l’episodio della rete che spedisce l’Albiceleste agli ottavi. Un altro difensore, Cristian Romero, ex di Genoa e Atalanta inzucca addosso a Borges, quando già Matteo s’interrogava sull’esito dei tiri dal dischetto.
A cui erano ricorse in precedenza Australia ed Egitto: qualificazione ai Faraoni, più precisi dagli undici metri (5-3) dopo l’1-1 maturato al 90′ e anche ai supplementari. Egitto presto avanti di testa con Ashour, pari dei Socceroos a inizio ripresa con l’autogol di Hany, azione analoga a quella che regala il pass all’Argentina. Australia-Egitto produce lotta ma lo spettacolo latita e a un certo punto anche Matteo si è arreso all’idea che la freddezza nei penalty avrebbe deciso il passaggio.
A senso unico si è invece dipanata Colombia-Ghana 1-0. Decide subito Arias con un apprezzabile inserimento. La Colombia sfiora più volte il raddoppio e viaggia a fari spenti verso un obiettivo ancora ignoto. Ha incassato un solo gol e concesso il pari sin qui solo al Portogallo. Del Ghana poco da rilevare: non ha mai tirato in porta.
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