L’abbonato Matteo è un po’ disorientato. Non capisce come possa aver visto ieri David Beckham nel royal box di Wimbledon quando sino a poche ore prima era in tutti gli stadi del Mondiale, impegnato com’è ad essere testimonial di quello e quell’altro brand. E così il Baronetto ha lasciato gli stadi americani per i prati inglesi perdendosi la prima vittoria dell’attesissima Norvegia in una gara ad eliminazione diretta. La differenza tra la nazionale di Solbakken e la Costa d’Avorio, sconfitta 2-1, è tutta in un tizio che si chiama Erving Haaland, 5 gol nella rassegna 2026, secondo per ora ai soloi Messi e Mbappé. Haaland risolve il sedicesimo di finale con un tocco sgraziato ma facile facile, a una manciata di minuti dal fischio finale, dopo il vantaggio-capolavoro di Nusa nel primo tempo ed il pari ivoriano con lo slalom – bellissimo – finalizzato da Diallo ad un quarto d’ora dalla fine. Ci si aspettava la Norvegia tra le migliori del lotto e la Norvegia c’è.
C’è anche la Francia, naturalmente. Come potrebbe non essere così? Straripante la selezione di Deschamps, che solo per un curioso caso del destino deve attendere il minuto 45 per sbloccare la partita con Mbappé. La Svezia è sotto assedio già da tempo e salvata dai pali e dalle parate del suo estremo difensore. Nella ripresa scuotono la rete Barcola e ancora Mbappé, su azioni corali che liberano lo stoccatore per mettere in porta palloni impossibili da fallire. È la forza della Francia, che nessuna altra rivale dei blues ha messo a segno sin qui.
Continua però lo stato di grazia del Messico. All’Azteca la Tricolor di Aguirre è più forte dei fulmini, che ritardano di un’ora il fischio d’inizio. Ma soprattutto più forte dell’Ecuador, sconfitto 2-0 dalle reti del sempre più decisivo Quiñones e di Raúl Jiménez. Tutto nella prima mezz’ora, con il 17enne Gilberto Mora titolare, il più giovane dopo Pelè (1958). Secondo caso di espulsione a chiamata per insulti criptati dalla mano: tocca all’ecuadoregno Hincapié. All’abbonato Matteo era stato detto che stante il meteo non ci sarebbero stati i famigerati hydration break ma mica era vero. Niente si piega alle leggi della pubblicità.
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