Sì è sbagliato come sempre l’abbonato Matteo. Aveva spergiurato che Canada-Sudafrica sarebbe andata non solo ai supplementari ma persino ai rigori. Lo aveva capito dopo neanche dieci minuti di una nenia terrificante, che ha evidenziato come in un Mondiale di proporzioni standard e non allargate come quello in corso, squadre così sarebbero uscite di scena al primo turno. Una paura colossale di prender gol da parte di entrambe, come nel calcio di qualche decennio fa. E la totale assenza di campioni, quelli che – numeri alla mano – stanno facendo le fortune di questa rassegna iridata. Con i Jonathan David e i Mokoena, sfortunatamente, non si va lontano. E il destro un po’ a casaccio – in realtà precisissimo – di Eustáquio al minuto 92, ha risparmiato l’abbonato Matteo e milioni di telespettatori nel mondo da un’altra mezz’ora di nulla pallonaro. Per poi destinare il verdetto ad una serie di rigori tremebondi. Insomma, Canada-Sudafrica ce la siamo messa alle spalle. L’aveva definito Matteo il sedicesimo poco nobile e la definizione è pure un lusso per la prima giocata dai canadesi in territorio statunitense, nel silenzio ovattato di Los Angeles. Il Canada affronterà negli ottavi la vincente di Olanda-Marocco, non certo da favorito.
Ma c’è qualcos’altro che inquieta Matteo più di una brutta partita. L’intervallo da mezz’ora che si profila per la finale, per far cantare Madonna, oltre a Shakira e verosimilmente qualcun altro. Dopo le gare spezzate in quarti dalla pausa pubblicitaria (Matteo non osa chiamarlo hydration break), l’halftime show in versione oversize è tutto ciò di cui il calcio non ha bisogno.
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