L’abbonato Matteo si sfrega le mani. Ha visto all’opera in rapida successione, una dietro l’altra, tutte le big del grande torneo: Francia, Argentina, Portogallo e Inghilterra, alle quali poteva comodamente aggiungere Norvegia e Croazia. A ciclo continuo, nel breve volgere di 24 ore. Su Francia e Norvegia si è già espresso, quanto all’Argentina non si può dire che sia andato a letto coi lucciconi agli occhi semplicemente perché a dormire non ci è andato. Ha fatto il dritto, come diceva in gioventù. Non lo ha fatto per svagarsi nei locali notturni o per una ragazza, questa volta. Lo ha fatto per Leo Messi, che a 39 anni Matteo tratta ora come un panda: non può perdersi nulla di lui, perché si aspetta sempre qualcosa di magica. E di storico. Tipo che faccia i tre gol con cui l’Albiceleste stende un’Algeria finita per essere travolta alla distanza. E le reti potevano essere quattro per l’otto volte vincitore del Pallone d’Oro che nel 3-0 della nottata ha sfoderato quasi tutto il suo campionario. Il pallone sotto l’incrocio, il gol di rapina, il tiro dalla distanza nell’angolino. Mancava la punizione nel sette ma non ce n’è stato bisogno. I primati vanno assaporati un morso dopo l’altro: per ora ha raggiunto Miro Klose quale bomber assoluto ai Mondiali, con 16 realizzazioni, ma non v’è dubbio che il centro numero 17 arriverà da qui a qualche giorno. Messi che oscura Lautaro. Per ora ci può stare anche questo, ma l’Argentina non è solo questo binomio e gli avversari se ne accorgeranno. Proprio come Matteo, stregato da tanta bellezza.
Messi fa un figurone alla soglia dei quarant’anni ma gli altri della sua generazione non escono altrettanto bene dal debutto nella rassegna iridata. A Houston il problema ce l’ha Cristiano Ronaldo ma più in generale un Portogallo opaco, dopo la partenza sprint contro la Repubblica Democratica del Congo. Segna subito João Neves con un colpo di testa ma la prodezza aerea è anche e soprattutto quella del congolese Wissa nel recupero, per il definitivo 1-1. Ripresa scorbutica, con africani in contenimento e la mira sballata di un CR7 evanescente, che ha ricordato quello già in declino dell’Europeo 2024 (zero gol all’attivo ma il rigore decisivo negli shootout agli ottavi con la Slovenia).
Male anche Modric, nel debutto croato con l’Inghilterra. Causa un rigore in avvio e poi scompare dal match, fino a quando il ct Dalic si decide ad avvicendarlo. L’Inghilterra vince 4-2 ed è probabilmente la partita più spettacolare di questo primo turno che certo non sta annoiando. Segna appunto Kane su rigore (sbagliato ma fatto ripetere), poi su azione e nella ripresa colpiscono Bellingham al primo assalto e Rashford nel finale. I croati reggono sino all’intervallo tamponando lo svantaggio prima con Baturina e poi con Musa. Tra tutte le candidate al titolo, la nazionale dei Tre Leoni è quella che ha maggiormente impressionato il nostro fidelizzato all’Acm. Che a proposito di vecchietti all’alba aveva visto Arnautovic spingere l’Austria alla conquista dei tre punti sull’esordiente Giordania: 3 a 1. Vantaggio di Schmid, pari di Olwan in avvio di secondo tempo, e dopo la rete annullata all’ex interista, lo stesso propizia l’autorete di Al-Arab e trasforma il rigore del tris, al minuto 102 di una gara interminabile. Ma anche la Giordania, come il Congo e molte altre cosiddette “piccole”, evidenzia una buona organizzazione tattica e una tecnica non proprio da cenerentola. L’abbonato Matteo conviene che il terzo mondo del calcio non abita al Mondiale 2026.
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