Il Mondiale dell’abbonato Matteo – Francia e Norvegia avanti a suon di reti

Doppiette per Mbappé e Haaland rispettivamente contro Senegal e Iraq. Tra Iran e Nuova Zelanda è pari-spettacolo

L’abbonato Matteo ha faticato a distinguere la Francia dal Senegal e viceversa. Quella Francia che Robespierre difficilmente avrebbe riconosciuto come tale ma questo è un altro discorso che non è il caso di approfondire in questa sede perché qualcuno potrebbe mal interpretare. Fatto sta che la nazionale di Deschamps è la favorita del lotto e ha vinto, tenendo fede al pronostico. Tre a uno. Il resto sono chiacchiere che valgono zero. Il Senegal, ovvero la Francia-bis, ha giocato una gran bella partita: è stato migliore dei quotatissimi rivali nel primo tempo senza discussioni e pure nella ripresa si è fatto rispettare, ma alla fine ha ceduto. E quando la squadra più forte si risveglia per giocare solo una porzione di gara battendo una delle realtà emergenti del calcio internazionale e lo fa anche con i cambi, vuol dire che ha molte frecce nel suo arco, svariati modi di vincere e convincere. Non solo. La Francia risolve la pratica nell’ultima mezz’ora con i gol di Mbappé e del neontrato Barcola, trovando il vantaggio dopo la (giusta) mancata concessione di un rigore inesistente. Mentre il Senegal può recriminare per il palo di Jackson, l’occasione d’oro sprecata da Sarr a fine primo tempo ed il pari negato ancora a Jackson per fuorigioco millimetrico. Ora avrà un calendario più morbido, le sue chance di accesso ai sedicesimi sono intatte. In pieno recupero la firma di Mbaye (altro classe 2008!) per il Senegal e la replica di Mbappé da lontano.

Francia-Senegal – eccepisce Matteo – è stata il contrario di Iran-Nuova Zelanda 2-2 della nottata precedente. Laddove tutte le emozioni sono arrivate entro il minuto 63: All Whites (in nero) due volte in vantaggio con la doppietta del frizzante Just, asiatici a rincorrere con le reti di Rezaeian prima e Mohebbi poi. Sfida gradevole, squadre sbarazzine che le davano e le prendevano senza batter ciglio. E nessun incidente diplomatico per un Iran nell’occhio del ciclone, se non il guaio di aver spartito la posta con la squadra dal ranking peggiore tra le 48 qualificate.

Vince la Norvegia, che parecchi (tra i quali Matteo) indicano tra le possibili sorprese del torneo. I vichinghi battono 4-1 l’Iraq e Erving Haaland ne fa due. Il tris è di Østigård, primo gol di un giocatore che milita nel campionato italiano (Genoa) dall’inizio della rassegna, il poker è un’autorete di Hussein, che aveva firmato il provvisorio pari iracheno, selezione che non ha comunque sfigurato. Una sola annotazione, curiosa: al calcio d’inizio il tema è liberarsi del pallone calciandolo in avanti, fuori campo e poi andare a pressare. Ce lo ha insegnato Luis Enrique col Psg, oggi lo fanno la Francia e, appunto, l’Iraq ma altre squadre hanno copiato l’esecuzione nei giorni scorsi. Matteo prende il taccuino e segna anche questa, trend che presto passerà di moda.

 

 

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