Mantova-Sampdoria, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Un primo posto raggiunto alla fine di una partita intensa e piena di spunti, che ha confermato ancora una volta la solidità e la forza strutturali dei biancorossi

Le vertigini più belle. Quelle della vetta, la testa della classifica, in coabitazione nientemeno che con la corazzata Palermo. Un primo posto raggiunto alla fine di una partita intensa e piena di spunti, che ha confermato ancora una volta la solidità e la forza strutturali di questo Mantova. Accompagnate anche da quel pizzico di fortuna, che però alla fine aiuta chi ha fatto tutto il possibile per meritarsela. Il match con la Samp, dopo un primo tempo non esaltante ed equilibrato, sembrava indirizzato verso i binari di un pareggio che non sarebbe stato certo da disprezzare. Ma nella ripresa la prodezza di Ruocco (ancora lui!) ha aperto la partita come un’apriscatole. Il rigore sciaguratamente calciato a lato da Lauritsen (ma perchè il norvegese e non Insigne a batterlo, si chiedevano i tifosi sulle tribune?) era il segnale che il cielo sopra il Martelli stava volgendo al bello stabile. Il sigillo di Longonda ha scatenato l’apoteosi: il centrocampista belga-congolese si era meritato una menzione speciale di Modesto in conferenza stampa della vigilia, e il grande impatto del suo ingresso in campo ha fatto capire che il mister aveva visto giusto. Il corner doriano sfociato nel colpo di testa di Gartenmann che ha clamorosamente ballato lungo tutta la linea di porta fino a spegnersi sul palo interno, ha fatto capire definitivamente che per i blucerchiati non era proprio giornata. Blucerchiati che però pagano i loro gravi errori difensivi, oltre ad aver dato un’impressione di squadra slegata, non coesa, e con alcuni elementi (vedi Tutino) decisamente sottotono. Davvero tanto il lavoro che ha di fronte mister Corradi, che peraltro in panchina è sembrato a tratti spento e rassegnato.

Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo in casa biancorossa, diciamo che la partita andava chiusa a doppia mandata segnando la terza rete: dopo il doppio svantaggio, la Samp si era sbilanciata molto in avanti, aprendo spazi enormi per le ripartenze, ma le due-tre ghiotte occasioni avute non sono state sfruttate come si doveva. In primis da Bragantini, che dopo i lustrini e paillettes dell’Olimpico sta vivendo un momento di appannamento. Altra piccola nota dolente, sempre se vogliamo cercare i dettagli, sono le punte che non segnano: in futuro, certe partite sporche o certe giornate poco brillanti, andranno risolte con il golletto di mestiere del centravanti, cosa che al momento né GliozziVlahovic sembrano poter garantire. Ma si vedrà andando avanti. Per ora godiamoci il momento, e queste splendide vertigini.

Redazione

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