Si fa un gran parlare della Francia che dominerà il Mondiale ma l’abbonato Matteo si chiede dopotutto se la Spagna sia d’accordo, dall’alto della sua impenetrabilità difensiva. Quattro gare e ancora nessun gol al passivo per le Furie Rosse, che hanno liquidato l’Austria con un 3-0 che non avrebbe dovuto essere argomento di una sfida ad eliminazione diretta. Troppa infatti la differenza tra le due nazionali e svolgimento dei 90 minuti a senso unico dopo il solo apparente iniziale equilibrio. Ovvero sino alla rete annullata a Cucurella, per evidente disturbo sul portiere. Da lì la Spagna è straripante, la manovra soffica un Austria incapace di alleggerire la pressione e riproporsi in avanti. L’1-0 all’intervallo – gol di Oyarzabal al 36′ – lascia aperte agli austriaci speranze effimere. Ci pensano Pedro Porro a metà ripresa e ancora Oyarzabal – bomber vero, niente da dire – in chiusura di partita a consegnare al risultato proporzioni più consone alla differenza espressa nel gioco. Il conto finale sarà di dieci tiri in porta contro nessuno, in favore degli spagnoli. Tutto questo in attesa che si sblocchi Yamal, una sola segnatura nel Mondiale in corso sin qui.
Ma se Spagna-Austria è stata una esibizione a senso unico, l’interminabile secondo tempo di Portogallo-Croazia ha offerto emozioni a gogò, accendendo la nottata dell’abbonato Matteo. Probabilmente la porzione di gara più spettacolare apprezzata in queste settimane e che ha premiato il Portogallo (2-1) con un finale a dir poco clamoroso. Il match lo accende Perisic col vantaggio croato al minuto 53 su assist di Stanisic. I croati sfiorano il raddoppio, ma Leão li mette in guardia colpendo la traversa, anche un palo del neoentrato Matanović. Un gol annullato per parte, con Cristiano Ronaldo che sbuffa e volge gli occhi al cielo. Cerca forse il supporto di Diogo Jota, nell’anniversario della tragica scomparsa. E una mano da lassù arriva. Rigore suggerito dal Var per il fallo su Renato Veiga. Ci pensa CR7, raccoglie le energie e spara: 1-1. È passato un quarto d’ora dal gol della Croazia, ma è sembrata una vita. A una manciata di minuti dal 90′ Cristiano è richiamato in panchina, ma al 94′ Gonçalo Ramos fa centro di testa dal cross di Leão. Incredibile! Tutto finito? Nemmeno per sogno. Al 13′ di recupero Gvardiol realizza il 2-2 sul tocco in avanti di Pasalic. Disperazione portoghese, ma la rete è annullata e Matteo, nel cuore della notte, è andato a studiarsi il perché. Fatelo anche voi, cercate “connected ball” e capirete come funziona la tecnologia andata in supporto dell’arbitro per individuare grazie ad un sensore l’esatta parabola del pallone. È il chip contenuto nel pallone Trionda a scovare il lievissimo tocco in fuorigioco di Matanović e a suggerire la cancellazione della rete. Dopo ben 19 minuti di recupero. Al termine dei quali è evidente la desolazione di Modric e la gioia di CR7, atteso agli ottavi dal derby iberico proprio con la Spagna.
All’alba, Svizzera-Algeria 2-0 ha confermato la superiorità elvetica attesa alla vigilia. Slalom di Manzambi e gol di Embolo dopo 10 minuti, raddoppio di Ndoye su palla respinta dalla difesa alla prima azione della ripresa. Non molto di più. Il ct Petkovic non sarà dispiaciuto di aver chiuso l’avventura nel Mondiale sulla panchina algerina proprio contro la sua Svizzera.
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