Questo Mondiale diffuso riporta l’abbonato Matteo alla sua infanzia. Lo proietta a ritroso addirittura al Mundial argentino del 1978. Anche se le scuole erano finite, proprio poiché era solo un bambino non gli era consentito guardare in tv le partite notturne. Ma soprattutto, nonostante la passione, non avrebbe tenuto botta per tutti e 90 i minuti. Era però in quella occasione che prendeva coscienza dei fusi orari, di certo non ancora affrontati nelle aule scolastiche. Gli pareva strano che nel luogo riprodotto dalla televisione ci fosse il sole, e fuori dalle finestre di casa sua le ombre si allungassero sempre più, inghiottite dal buio attorno alle 22, orario limite concessogli per collegarsi con Buenos Aires, Mar del Plata, Mendoza, Cordoba e Rosario.
Matteo ha rivissuto quel momento durante Brasile-Marocco e parzialmente la notte precedente per Stati Uniti-Paraguay ma con minore trasporto. E gli è tornato alla mente il girone di cui s’innamorò in quei giorni del giugno ’78. Il massimo dell’esotico consentito da una rassegna iridata a 16 selezioni nazionali: Olanda, che da qualche tempo chiamano convenzionalmente Paesi Bassi, e poi Scozia e soprattutto Perù e Iran. E la mattina seguente: papà, com’è finita Perù-Iran? E Germania Ovest-Messico? Ho visto solo il primo tempo…giocava ancora quel capellone di Leonardo Cuellar? Ed è così che il fedele abbonato biancorosso si è lasciato trascinare dai ricordi, aprendo il suo prezioso album.
Matteo preferisce non esprimersi sulla cerimonia d’apertura a stelle e strisce, la terza e ultima della serie. Ma lo fa sulla direzione unica della gara Usa, a segno già tre volte nel primo tempo sugli evanescenti paraguaiani: due volte Balogun – interista mancato – sugli assist di Pulisic e sulle scorribande di Sergiño Dest. C’è gloria tra gli yankee nell’interminabile recupero anche per il figlio d’arte Giovanni Reyna, per il definitivo 4-1, dopo l’autorete iniziale di Bobadilla e il gol della bandiera di Mauricio per i sudamericani. Los Angeles ci ha detto che gli Stati Uniti sono in corsa.
Tornando alla nostalgia, la faccenda si fa seria. Con quattro partite al giorno c’è da andare in tilt. Come la Svizzera, che stava svolgendo il compitino con il Qatar, che a quattro anni dal debutto mondiale è molto poco indigeno: 1-0, rigore di Embolo su follia del portiere qatariota. Ma al 94′ Khoukhi si avventato di testa per un pari quasi storico. Risultato identico ma altri ritmi e ben altra qualità tra il Brasile ancelottiano ed il Marocco. Un pareggio che fa spettacolo: fissano l’1-1 nella prima parte del match il centravanti Saibari (scavetto alla Benaïssa col Monza) e Vinicius Junior con una perla delle sue. Nel silenzio di casa, nel cuore della notte, l’abbonato Matteo si è alzato in piedi ad applaudire. Sarà un’altra lunga notte per lui.
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