Ci sono molti modi diversi di vincere le partite, e molti modi di perderle. Questo derby padano, la Cremonese l’ha vinto con un gol trovato dopo nemmeno un minuto, e un intero primo tempo disputato mettendo dieci giocatori (o quasi) dietro la linea del pallone, mentre il Mantova attaccava a testa bassa, con un possesso palla continuo, ma sbattendo contro il muro della forte difesa avversaria e contro un insuperabile Fulignati. L’estremo difensore di mister Pecchia ha respinto tutte le conclusioni degli avanti biancorossi, che dal canto loro hanno però peccato in precisione e in lucidità al momento delle scelte.
Nel secondo tempo i grigiorossi hanno messo fuori la testa un po’ di più, creando pericoli reali in ognuna delle pur rare occasioni in cui hanno attaccato la porta di Bardi, il quale ha dovuto compiere almeno un paio di parate importanti, prima di capitolare di fronte al colpo di testa di Nasti. Il Mantova avrebbe potuto continuare a giocare per parecchi minuti, senza mai trovare la via del gol. Una partita stregata insomma. Ma sarebbe fuorviante e non obiettivo appellarsi solo alla sfortuna. Innanzitutto le reti, soprattutto la prima, sono state agevolate da disattenzioni di giocatori biancorossi. Ma soprattutto, la Cremonese l’ha vinta con la qualità dei suoi interpreti. Perché il primo gol nasce sì dagli errori di Bardi e di Tomašević, ma è frutto delle pregevoli giocate di Vandeputte e Bonazzoli. E perchè se il Mantova non è riuscito a segnare, è anche merito di una difesa di alto livello dove i vari Baschirotto e Luperto, memori dei recentissimi trascorsi di Serie A, non hanno fatto passare uno spillo. Modesto le ha provate tutte, inserendo man mano giocatori offensivi freschi, ma senza mai trovare il bandolo della matassa. Anzi, Vesentini (esordio deludente il suo), Spinaccè e Vlahovic non hanno combinato nulla, facendo rimpiangere i titolari; il solo Ilie ha creato pericoli alla retroguardia avversaria, fallendo anche una ghiotta occasione da rete.
Chi finora ha giocato poco ha bisogno di minutaggio per acquisire condizione e prendere confidenza con i meccanismi della squadra. E che alcuni di quelli che hanno tirato la carretta finora, soprattutto Benaïssa e Kouda, stiano attraversando un momento di vistoso calo, e abbiano bisogno di rifiatare per tornare alla condizione brillante che avevano a inizio stagione. Purtroppo il calendario non aiuta, perchè già sabato si torna in campo per una difficilissima trasferta in quel di Modena. Altro derby rovente, contro una squadra che sprizza salute da tutti i pori, e che ci ha giusto sorpassato in classifica. E purtroppo di nuovo senza tifosi ospiti, in ossequio alla discutibile (per usare un eufemismo) linea dura imposta dall’Osservatorio. Sarà dura viverla senza poter essere allo stadio, ma la tifoseria saprà comunque stringersi intorno alla squadra per questa attesissima sfida.
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