Dopo la vittoria all’esordio contro la Cremonese, l’Empoli vede ribaltarsi dal Mantova il momentaneo vantaggio iniziale. A fine gara mister Guido Pagliuca mastica amaro, ma si dice comunque soddisfatto della prova messa in campo dai suoi.
Mister, nonostante il risultato netto, è stata una partita a fasi alterne, nella quale anche l’Empoli ha dimostrato il proprio valore, arrivando anche a passare in vantaggio. Cosa è mancato poi alla squadra? Più un calo fisico o a un certo punto non hanno più funzionato alcune situazioni di gioco?
«Dopo che siamo andati in vantaggio, secondo me ci siamo un pochino impauriti di vincere, tra virgolette. Ci siamo un po’ allungati e abbiamo cercato con maggiore insistenza la palla sopra. Con questa palla sopra, la seconda palla la prendeva il Mantova, che ha messo dentro giocatori di gamba capaci di spostare il pallone da una zona all’altra, vicino all’area di rigore, con una velocità più alta della nostra.
Questo ha fatto sì che si creasse quello spazio nel quale, da una nostra palla che diventava seconda palla, il Mantova è riuscito a costruire due gol in 3-4 minuti. Ed è proprio questo che dispiace, perché i ragazzi non lo meritavano. Sono venuti a Mantova, nonostante tutta la nostra gioventù, per fare una partita attenta, ordinatissima. Lo abbiamo fatto fino a quando non siamo andati in vantaggio. Poi ci siamo un po’ allungati e lì è venuto fuori il cambio di passo del Mantova».
Mister, cosa si porta comunque di positivo da questa partita?
«Tanto, tanto. Abbiamo fatto bene e anche dopo che siamo andati sotto 2-1 la squadra ha cercato di riprendere il risultato e lo ha fatto con umiltà, tornando a lavorare. Io sono contentissimo di tutti i ragazzi. C’è un gruppo splendido, hanno lottato e dato tanto. È chiaro che non è il massimo, perché il massimo sarebbe evitare quei cinque minuti di blackout che magari ti fanno portare a casa dei punti, o almeno un pareggio. Anche dopo l’errore sul primo gol dobbiamo mantenere un pochino di calma, far passare il tempo e ritrovare ordine. Questo è anche dovuto alla nostra giovane età e al fatto che dobbiamo imparare ad affrontare determinate partite, così particolari. Dobbiamo prendere insegnamento da questi quattro minuti, perché in Serie B non possiamo concederli. Ma lo dobbiamo fare con la massima serenità e con la massima leggerezza, perché i ragazzi mi stanno dando il massimo».
La Serie B è un campionato che mette a dura prova i nervi. Lo abbiamo visto anche l’anno scorso al Castellani, quando il Mantova era avanti 2-0 all’intervallo e poi la partita finì 2-2. Oggi è andata al contrario. Come si allena la tempra per un campionato di questo tipo, dove anche le grandi possono cadere? Come si insegna a un gruppo giovane a mantenere sempre il livello mentale giusto?
«Secondo me la concentrazione si allena nella tenuta dell’allenamento. Servono allenamenti dove l’intensità mentale è alta, dove la concentrazione è alta e dove richiediamo sempre attenzione ai dettagli. È una cosa che si migliora con la continuità e con il tempo. Però dobbiamo migliorarla, perché altrimenti si sciupano partite come quella di oggi. E oggi, sotto questo aspetto, abbiamo sciupato una partita che avremmo potuto portare a casa».
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