Brutti: «Mantova, primi mesi faticosi ma fruttuosi. Dieci entrate e quattro riscatti: siamo stati attivi»

Il ds ha fatto il punto della situazione: dagli elogi al presidente Piccoli, alla piena sintonia con mister Modesto, passando per il mercato

Il direttore sportivo del Mantova Fabio Brutti

A pochi giorni dall’inizio della nuova stagione, il ds del Mantova Fabio Brutti fa il punto sul mercato e sui programmi futuri. Come si legge su “La Voce di Mantova”, l’occasione è stata un incontro informale con la stampa, ospitato dall’antica trattoria Da Mario delle Grazie, dove il direttore ha tracciato un primo bilancio del lavoro svolto in vista del raduno di lunedì al Sinergy.

Il dirigente ha aperto l’incontro con un dato significativo: «Dieci entrate e quattro riscatti. Siamo stati attivi». Un’estate intensa, frutto di una strategia condivisa con la proprietà e costruita per dare continuità al nuovo progetto tecnico. Brutti ha voluto innanzitutto sottolineare il ruolo del presidente Filippo Piccoli: «Lo conosco da tempo, e da quando ha preso il Mantova sono sempre stato testimone delle sue mosse. Quando mi ha nominato ds, sapevo come lavorava e cosa si aspettava da me. Questi primi mesi sono stati faticosi ma fruttuosi. Il presidente mi ha messo nelle migliori condizioni per operare. Abbiamo condiviso ogni decisione. Credo abbia dato un segnale importante alla città, per far sì che il Mantova disponesse dei giocatori più funzionali al progetto. Ha fatto anche dei sacrifici in termini economici, quando erano necessari. Ricordo che dei 10 giocatori che abbiamo preso, solo due sono in prestito secco (Tomasevic dal Bologna e Chinetti dal Como), gli altri sono di nostra proprietà o con opzione di riscatto. Inoltre, Piccoli ha dimostrato di voler far crescere la società in termini strutturali, investendo sui campi, sul centro sportivo, sul reparto scouting, sullo staff sanitario e su altri settori».

La costruzione della rosa nasce da un metodo preciso, basato sul confronto costante tra tutte le componenti dell’area tecnica. Brutti ha spiegato come ogni operazione sia il risultato di un lavoro collettivo, nel quale scouting e staff tecnico procedono nella stessa direzione. «Il lavoro con mister Modesto, il suo staff e l’area scouting – racconta Brutti – è basato sulla condivisione totale. La ricerca di un giocatore parte dallo scouting. Per ogni ruolo gli osservatori indicano una prima, una seconda e una terza scelta che vengono poi valutati dal mister e dai suoi collaboratori. Keita l’abbiamo scovato così: incrociando i dati, guardando i video. Siamo convinti di esserci assicurati un giovane di talento».

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un gruppo giovane, atletico e perfettamente funzionale alle idee di gioco di Francesco Modesto. «Una squadra giovane, formata da calciatori che hanno voglia e margini di crescita. Dotati di buona fisicità e portati al duello, tutte caratteristiche consone al gioco di Modesto. Qualcuno ha scelto noi proprio grazie al mister. Sto parlando di Vesentini: il Catanzaro continuava a rilanciare, ma lui ha voluto fortemente il Mantova proprio per Modesto. È convinto che solo un allenatore come Modesto possa garantirgli il salto di qualità che cerca. Devo ringraziare l’agente e l’Union Brescia che hanno assecondato i suoi desideri. Un altro giocatore di prospettiva è Cajazzo. È questa la strada che il Mantova deve intraprendere: valorizzare i giovani per poi magari creare plusvalenze».

La filosofia del club passa anche dalla valorizzazione dei talenti, con eventuali cessioni che possano garantire nuove risorse da reinvestire. In quest’ottica si inserisce la probabile partenza di Marras, destinato al Pisa. «La sua partenza mi dispiace (la trattativa col Pisa è in dirittura d’arrivo, ndr). Però sono anche felice per lui. Lo portai al Caldiero che era fuori rosa a Monza. Ha mostrato il suo potenziale e penso abbia ulteriori margini di miglioramento. Economicamente parlando, la sua uscita ci ha permesso di monetizzare (l’Acm ha incassato oltre 3 milioni, ndr). Soldi che poi vanno investiti in altri calciatori e nella crescita della società a livello strutturale».

Sul fronte delle possibili uscite, Brutti ha definito Bragantini un elemento destinato a restare, mentre la permanenza di Ruocco appare meno certa pur restando la volontà del club quella di trattenerlo. Diversa la situazione di Fiori, seguito da Frosinone, Cesena e Benevento, di Mensah, vicino alla Reggiana, e di Mancuso, («nutro grande rispetto per lui, ma non rientra nei piani»).

Capitolo a parte per Trimboli, il cui futuro resta ancora da definire. «Lui fa parte del progetto – premette Brutti – . Ma non è un mistero che potrebbe andar via. Si sono fatte sotto Cremonese, Palermo e Samp… C’è da lavorare».

Lunedì saranno 28 i giocatori presenti al primo giorno di lavoro, compresi quattro portieri e alcuni giovani della Primavera. Il mercato, però, è tutt’altro che concluso. In dirittura d’arrivo ci sono il centrocampista Ignacchiti dall’Empoli e, a sorpresa, il difensore esperto Federico Ceccherini, svincolato dopo l’ultima esperienza alla Cremonese. Per completare definitivamente la rosa serviranno ancora tre o quattro innesti, con Dembélé che resta uno degli obiettivi principali. La finestra estiva chiuderà il 1° settembre, ma il Mantova ha già gettato basi solide per iniziare la nuova stagione.

Redazione

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2 Commenti
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1 mese fa

Brutti l’unica cosa che conta è rimanere in B qualche anno! Ad alcuni giocatori ci siamo affezionati ma l’unica cosa che conta è non tornare indietro.
Sono molto fiducioso su ciò che state facendo, forza Mantova sempre!

Commento da Facebook
1 mese fa

a me praticamente sconosciuti. speriamo che oltre al numero ci sia la qualità e che soprattutto non arrivino da infortunati

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