Il Mondiale dell’abbonato Matteo – Brasile show, a sorpresa passa anche il Sudafrica

Via al terzo turno di gare: festa anche anche Svizzera, Canada, Marocco, dopo il Messico già qualificato. Bosnia-Erzegovina vicina ai sedicesimi

Via al terzo giro di consultazioni, quelle decisive, direbbero in politica, altro tema caro all’abbonato Matteo che talvolta la confonde con il calcio e viceversa. Dalla contemporaneità di due partite per girone ne escono i verdetti. Si comincia con il gruppo B. Campo centrale è Vancouver, dove il Canada prova ad impensierire anche la solida Svizzera, recentemente mai così poco balcanica. A Seattle invece la Bosnia-Erzegovina cerca un successo possibilmente corposo per porsi almeno in pole position tra le ripescate. E così sia. Non per il Canada, che dopo un primo tempo di studio crolla nella ripresa sotto i colpi di Vargas (pochi secondi dopo il fischio d’avvio) e – di nuovo – Manzambi, una delle sorprese di questo Mondiale. Tra i canadesi lo juventino Jonathan David torna se stesso (cioè un fantasma) ma il suo quasi omonimo Promise David accorcia al primo pallone giocabile. Nel finale sterili tentativi del Canada: il risultato non cambia, è 2-1 Svizzera.

Matteo ormai ha una nuova passione. Catalogare il modo con cui le squadre danno il via al gioco dopo il fischio d’inizio di primo e secondo tempo. C’è il rilancio che muore in rimessa laterale brevettato da Luis Enrique, l’up-and-under a candelotto sperando di accaparrarsi la sfera 15 metri più avanti, il retropassaggio con conseguente lancio in avanti e il tentativo di azione ragionata, quasi sempre spezzata dal pressing di rivali freschi come le rose. Intanto a Seattle, sul campo secondario, la Bosnia-Erzegovina ne fa tre (3-1 il risultato finale) al Qatar, tra le squadre più inconsistenti del torneo. A cavallo della mezz’ora fa centro Alajbegovic, poi c’è l’autorete-bis del portiere Abunada. Un’abitudine pericolosa quella degli estremi difensori di alcune piccole, quella di farsi male da soli. Mentre Beiranvand, Vozinha e Room fanno le fortune di Iran, Capo Verde e Curaçao, altri vivono un Mondiale da incubo, entrando puntualmente nei tabellini in retromarcia. Prima dell’intervallo accorcia il qatariota Al Haydos ma nel finale Mahmic firma la sua seconda rete consecutiva e il 3-1 definitivo. Riassunto: Svizzera prima e Canada secondo ai sedicesimi, Bosnia-Erzegovina terza per differenza reti virtualmente qualificata. A casa il Qatar, ma almeno un punto l’ha incamerato.

Nel gruppo C passano Brasile (primo) e Marocco (secondo per differenza reti). I verdeoro battono 3-0 la Scozia, che con tre punti e un -3 nella differenza reti difficilmente potrà essere ripescata tra le migliori otto terze dei 12 gironi. La vittoria del Brasile non è mai in discussione. La costruzione dal basso che faceva talvolta ammattire Matteo si rivela una croce (non di Sant’Andrea) per gli scozzesi. McKenna si fa rubar palla da Rayan e Vinicius segna. Lo stesso accade ad Hendry ed è bis ma il Var salva gli scozzesi per un fallo nell’intervento decisivo. Il bis arriva comunque su colpo di testa di Vini prima dell’intervallo, stavolta la combina grossa Robertson. Nella ripresa arrotonda Cunha al termine di una bella azione in velocità. Due cose colpiscono del ct Ancelotti. Il fatto che abbia imparato l’inno brasiliano e lo canti a squarciagola e l’abbraccio prepartita con Ronaldinho, fresco di firma col Ravenna. Diciamo che Andrea Mandorlini dovrà lavorare per rimettere in condizione l’ex Pallone d’Oro oggi 46enne.

Il Marocco fa sfogare Haiti ma alla fine lo sconfigge: 4-2. Primo tempo pirotecnico, con l’autogol di Bonou, il pari di Hakimi, il nuovo vantaggio haitiano di Isidor e il 2-2 di Saibari, al terzo gol nel torneo. Alla distanza il Marocco fa la differenza con le reti di Rahimi e Yassine.

Sorpresa nel cuore della notte, per il girone A. Non certo per il terzo successo consecutivo del Messico, che palesando una eccellente condizione risolve la pratica Repubblica Ceca (3-0) con le reti di Chavez e Quiñones a inizio ripresa, di Fidalgo nel recupero. Ingresso nel finale per il portiere Ochoa, anch’egli al sesto Mondiale come Messi e Cristiano Ronaldo. Ma la sorpresa è per il secondo posto strappato dal Sudafrica alla Corea del Sud: finisce 1-0, gol-partita di Maseko a metà secondo tempo. I coreani restano nel limbo di una qualificazione non semplice: con tre punti (e -1 nella differenza reti) sono comunque davanti alla Scozia.

Nella nottata precedente Colombia Repubblica Democratica del Congo 1-0 aveva concluso il secondo turno. Sudamericani padroni del campo ma tra reti annullate, imprecisione e sfortuna trovano la soluzione soltanto ad un quarto d’ora dal termine con Muñoz. La Colombia vola anch’essa ai sedicesimi.

 

Redazione

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