Tutto pronto per i meritati e tanto agognati festeggiamenti. Sì, perché ormai manca solo il suggello della matematica a mettere nero su bianco la salvezza del Mantova. Lo si può dire ormai, è solo questione di tempo: la certezza potrebbe arrivare il primo maggio (e festeggiare quel giorno, in casa, dopo l’importante sfida col Monza sarebbe davvero bellissimo), oppure la settimana successiva a Frosinone. Per essere risucchiati nel gorgo dei playout, oltre a due sconfitte dell’Aciemme, ci vorrebbero due vittorie del sempre più inguaiato Empoli, e combinazioni veramente improbabili di risultati delle altre cinque squadre che si trovano fra quota 43 e quota 39.
Chi l’avrebbe detto alla fine del girone di andata, quando i biancorossi arrancavano al penultimo posto in classifica e già i playout sembravano un traguardo difficilissimo da raggiungere? Gli innesti del mercato invernale, dopo l’iniziale rodaggio, hanno funzionato, alzando il livello della rosa, soprattutto in due-tre ruoli chiave. E il gran lavoro di mister Modesto, al quale vanno gli applausi più convinti, ha fatto il resto. Per la gioia di tutti a partire dal presidente Piccoli, che aveva fatto una scelta forte, sposando la scommessa di chiudere in maniera brusca il ciclo tecnico che aveva portato una fantastica promozione e una sofferta salvezza.
Partita senza storia quella del Druso, contro un Südtirol ridotto veramente ai minimi termini. D’accordo le assenze importanti per infortuni e squalifiche, ma la compagine del decano Castori è parsa davvero in caduta libera; e ha quasi eroso il cospicuo margine di sicurezza sulla zona calda accumulato nei primi due terzi di stagione.
L’Aciemme ha dominato la partita, indirizzandola con le due prodezze balistiche di Trimboli e Marras nel primo tempo, e mettendola in ghiaccio con la rete dell’altoatesino Wieser (gioia sfrenata per lui dopo il gol) al tramonto del match. La timida reazione dei biancorossi südtirolesi, intorno alla metà del secondo tempo, ha fruttato due pali, ma mai realmente la sensazione di poterla raddirizzare. Tutto questo nel tripudio di cori e bandiere dei milleduecento mantovani saliti a Bolzano per sostenere la squadra: si può dire che ne è valsa veramente la pena.
Mentre si mette in fresco lo spumante, giova ricordare che il Mantova nelle ultime due partite sarà anche arbitro della promozione, dovendo affrontare le due formazioni che lottano per il secondo posto (considerando come quasi acquisita la Serie A del Venezia). Sarà pertanto doveroso giocare al massimo delle proprie possibilità, senza accenni di rilassamento. E sarebbe anche bello togliersi una soddisfazione contro le prime della classe: su 43 punti infatti, solo uno è stato ottenuto con le prime sei della graduatoria; un risultato di prestigio contro Monza o Frosinone sarebbe la ciliegina sulla torta di questo dolcissimo finale di campionato. Intanto, tutta la tifoseria è chiamata a riempire il Martelli nell’ultimo turno casalingo stagionale, per celebrare come si deve il traguardo ormai raggiunto.
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