Nel 2001 Gaetano Caridi era poco più che ventenne quando si trasferì all’Avellino di Aldo Ammazzalorso. Subentrò in un gruppo giovane che chiuse la stagione con l’amara eliminazione ai playoff di C1 contro il Catania. Due stagioni dopo cominciò a Mantova la sua ascesa riportando nel 2005 i virgiliani in Serie B dopo oltre 30 anni e sfiorando addirittura la promozione in A nel campionato seguente. Oggi Caridi è il vice di Alberto Gilardino: un mantovano acquisito che in maglia biancoverde realizzò tre reti in dieci presenze.
Caridi, arrivò ad Avellino nel 2001, nella sessione invernale di calciomercato: che gruppo trovò?
«Ho un ottimo ricordo di Avellino: eravamo un gruppo giovane e molto unito. Era stata costruita una squadra forte, che stava sempre insieme, composta da calciatori che hanno fatto carriere importanti. Conservo un ricordo davvero bello e piacevole di quella mezza stagione. Ancora oggi mi capita di scambiare qualche messaggio con alcuni dei miei ex compagni».
Poi passò al Mantova dove cominciò l’ascesa della sua carriera.
«Il 60% della mia carriera calcistica l’ho trascorso al Mantova. Ha un valore particolare perché mia moglie è mantovana e i miei figli vivono lì: la sento casa. Sono stati anni incredibili, in cui abbiamo compiuto una scalata straordinaria dalla Serie C2 alla B. Perdemmo lo spareggio contro il Torino e per poco non fummo promossi in Serie A. Devo tutto al Mantova e ai mantovani».
Chiuda gli occhi e ripensi a quegli anni: cosa le viene in mente?
«Due momenti, ma potrebbero essere cento. Il gol in finale contro il Pavia che valse il ritorno in Serie B del Mantova dopo 32 anni e la doppietta contro il Torino nella finale playoff per la massima serie».
Ultimamente è tornato al Martelli per la passerella delle leggende del Mantova…
«Ho un rapporto speciale con la città e con i tifosi. Sono stato accolto benissimo e credo di aver lasciato un bel ricordo per quanto fatto in campo. Da quelle parti mi chiamano “il Tano”: ormai mi sento un mantovano acquisito».
Sabato c’è Mantova-Avellino: è decisiva per la salvezza?
«È un match point per entrambe. Ci sono tante squadre coinvolte nella zona retrocessione, credo che con 42-43 punti entrambe saranno salve. Mi farebbe piacere per entrambe anche perché seguo molto l’Avellino visto che ho diversi amici lì: c’è Armellino con cui ho giocato a Cremona e Russo che ho allenato alla Pro Vercelli».
Modesto contro Ballardini: sfida tra allenatori subentranti…
«Modesto ha ritrovato il fattore Martelli: in casa il Mantova è reduce da quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque partite. Ballardini lo conosciamo tutti, per lui parla la sua storia: è uno dei tecnici italiani più incisivi quando subentra. Ricordo quando con mister Alberto Gilardino lo abbiamo affrontato in panchina: noi col Genoa, lui con alla guida del Sassuolo».
In generale sarà un finale di stagione tutto da vivere. Chi vede peggio nella corsa salvezza?
«L’Empoli pensavo facesse qualche punto in più. È in quella zona dove bisogna stare attenti. Poi la Serie B è strana: mancano quattro partite, con due sconfitte è un attimo a passare dal decimo al quattordicesimo posto. Vedendo l’annata credo che con una vittoria le squadre a 40 punti siano salve».
(fonte Ortolab)
Seguici su
Aggiungi tifomantova.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

