Dicono di noi – Spezia-Mantova vista dai quotidiani sportivi nazionali

Nella sua analisi, La Gazzetta dello Sport parte da un confronto di natura economica per valutare prestazioni e obiettivi di Spezia e Mantova:

“Se i bilanci fossero garanzia di successo, i 65 milioni di euro investiti dalla proprietà Roberts avrebbero dovuto regalare allo Spezia una stagione di gloria e serenità. Invece si ritrova ultimo. Dal Picco è stato il Mantova ad uscire a petto in fuori e cin la salvezza nel taschino. Grazie al successo sull’Entella e a questa vittoria, il vantaggio della squadra di Modesto sui playout è salito a +5, mentre quello sulla zona retrocessione a +7. Per i liguri un ultimo posto solitario che brucia più di ogni sconfitta precedente, sprofondati in una crisi che pare non avere fine.

La serata dello Spezia è stata riassunta dal volto affranto del presidente Charlie Stillitano: «Deluso, arrabbiato, abbiamo sbagliato tanto. Siamo fragili quando le cose vanno male. Una stagione disastrosa». Una debolezza confermata dal tecnico Luca D’Angelo, che ha descritto una squadra incapace di reggere l’urto degli episodi: « Al primo vento contrario non prendiamo un raffreddore, ma la febbre». La serata è stata segnata anche da una discreta dose di sfortuna e scontri fisici. Mascardi è stato vittima di forti vertigini dopo un impatto con Mancuso, venendo sostituito da Radunovic nell’intervallo. Ancora più singolare quanto accaduto dall’altra parte a Castellini: il difensore, dopo un violento ma fortunato colpo alla testa con il proprio portiere Bardi, ha concluso la gara soffreddo di una piccola amnesia temporanea.

Sotto il profilo tattico lo Spezia è stato ridisegnato con un inedito 4-4-2, ma l’assetto ha sofferto la mancanza di un vero play. Bandinelli è parso smarrito, Romano troppo inesperto. Il cervello, nel centrocampo del Mantova, ce lo hanno messo invece Trimboli e l’ex Kouda, importante nel palleggio e in fase difensiva. La cronaca è stata un esercizio di autolesionismo ligure. Le azioni principali hanno raccontato di uno Spezia volenteroso ma sciagurato. Artistico ha fallito un colpo di testa da poco più di un metro in avvio e colpito una traversa nella ripresa, Lapadula l’esterno della rete, Beruatto ha costretto Bardi a un bel volo con una sforbiciata. Ma il Mantova è stato spietato: Bragantini ha ricevuto palla sulla destra, ha puntato l’area accentrandosi senza che nessuno provasse a sbarrargli la strada e ha scagliato un sinistro nell’angolo basso. Il colpo del ko è arrivato nella ripresa con Buso: entrato in campo da venti secondi, ha approfittato di una disattenzione collettiva della difesa dello Spezia su una rimessa laterale e, dal limite, ha spedito un destro preciso sotto l’incrocio dei pali. È stato l’epilogo di una partita che ha premiato la testa, punendo oltremodo la confusione di una squadra che ha chiuso tra i fischi e la contestazione, consapevole che per evitare la Serie C non basteranno più solo i buoni propositi, ma un’impresa che adesso appare complicatissima”.

Duro anche il responso che Tuttosport dà della stagione dei liguri, esaltando la concretezza della formazione di Modesto:

“È solo questione di matematica. Lo Spezia tocca con mano la retrocessione che lo riporterebbe in C dopo 14 anni, 3 di A. Aquilotti terrorizzati e senza più nulla da dare. Gara tesissima, i risultati delle altre obbligano le due squadre a non fare prigionieri. Al 20′ Ruocco murato da Mateju. Al 22′ miracolo di Bardi sul sinistro di Beruatto. Sull’angolo di Romano, Artistico si divora il vantaggio colpendo di testa da solo, a due passi dalla porta. Sacchi, sotto gli occhi del designatore Rocchi, che già aveva visto bene per un fallo in area inesistente su Bandinelli, lascia correre anche per quello su Di Serio, al 30′. Poco dopo, al 32′ la sblocca Bragantini con un’azione personale senza che Romano e la difesa opponga resistenza. Il sinistro è chirurgico nell’angolo. Al 35′ Mascardi su Ruocco, posizione dubbia ma miracolo del giovane Under 21 azzurro. Tre cambi per D’Angelo, ma soprattutto l’ingresso di Lapadula che sfiora il pari al 6′ con palla che va solo sull’esterno della rete. Al 15′ traversa di Artistico a deviare il cross di Beruatto. Bardi ancora decisivo sulla testata di Mateju. Modesto cambia: mette Marras e Buso, con quest’ultimo che al primo pallone centra l’incrocio dei pali e raddoppia. Squadra locale, mister e diesse che restano dopo la gara 45 minuti sotto la Curva Ferrovia. Giocatori costretti a lasciare le maglie sull’erba davanti ai tifosi. Mantova ormai salvo grazie alle tre vittorie nelle ultime quattro uscite. Modesto sta portando la nave in porto, non era scontato quando subentrò a Possanzini. Ma nei lombardi, paura per Castellini. Al fischio finale si è accasciato perdendo la memoria e non ricordando nulla della gara: è in ospedale per accertamenti”.

L’Acm non è nulla di speciale per il Corriere dello Sport-Stadio, ma tanto basta per spuntarla sugli Aquilotti rivali per la salvezza:

“A volte basta un tiro, anzi due. È quello che è successo in Spezia-Mantova, con una rete arrivata alla mezz’ora di Bragantini e una di Buso che condannano gli Aquilotti alla loro diciottesima sconfitta in campionato e a una sempre più probabile retrocessione diretta in C. Non potrebbe essere altrimenti, visto che ormai è un refrain sin troppo chiaro: poca qualità, meno verve, una difficoltà costante di mostrare un minimo di reazione. Troppe volte è andata così: la squadra parte bene, gioca i primi 20′-30′, poi alla prima occasione avversaria incassa la rete dello svantaggio e non si riprende più.

Il Mantova non ha effettivamente giocato una partita da mille e una notte, ma è bastato gestire il minimo vantaggio senza rischiare poi granché (a parte una traversa scheggiata da Artistico) e anzi raddoppia al primo pallone toccato da Buso. Una squadra compatta e ben messa in campo, che ha capito come si interpreta la categoria: la bellezza non è di casa, conta la sostanza. E i punti ora in classifica sono 40, sinonimo di salvezza ormai quasi certa.

Ennesimo dispiacere per la gente del Picco, che fa i conti con l’ultimo posto sempre più triste. Le porte della C si stanno aprendo sempre più, per una squadra male assortita, non rinforzata a gennaio e fortemente contestata a fine gara da una Curva Ferrovia sempre più avvelenata. Presto sarà il tempo delle responsabilità e della resa dei conti”.

 

Redazione

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1 Commento
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Antonio
4 mesi fa

Pur avendo giocato fuori casa i nostri hanno avuto piú possesso palla, piú passaggi riusciti, e pari numero di azioni pericolose. Secondo tempo eccellente e con colpi di bravura da ambo le parti che merita essere rivisto, per godere di un gran bello spettacolo in uba bella cornice di pubblico.

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