Il doppio ex Luca Prina è l’interlocutore perfetto per presentare Mantova-Virtus Entella, vero e proprio spareggio salvezza che andrà in scena lunedì al Martelli. Prina ha fatto la storia dell’Entella, portandola per la prima volta in Serie B, proprio nell’anno del centenario, il 2014. Due stagioni dopo ha firmato una delle poche imprese felici del Mantova in quegli anni tormentati: la salvezza in C ai playout, contro il Cuneo. Ora è alla guida della Biellese (dove è anche responsabile del settore giovanile) in Serie D.
«Lunedì si affrontano due società che ammiro e che seguo con affetto – afferma -, non solo perché fanno parte del mio passato. Non dispongono di budget faraonici, ma hanno idee chiare e programmazione seria. Il Mantova ha fatto un percorso incredibile in questi anni, con un allenatore (Possanzini, ndr) che gli ha dato una forte identità. Quest’anno qualcosa non ha funzionato, ma i biancorossi sono stati bravi a rialzarsi. Merito anche di Modesto, che ha dato la sua impronta. Mantova vive il calcio con passione ed entusiasmo. Questo crea la mentalità giusta e può fare la differenza. A maggior ragione quando non puoi contare su una forza economica clamorosa e le differenze con le altre squadre sono minime. L’Entella invece è guidata da una proprietà incredibile. Si è affidata a giocatori in gran parte provenienti dalla C, dunque con costi minori ma con grandi motivazioni. Idem l’allenatore. È una strategia intelligente, sensata per competere con le grandi piazze in un campionato difficilissimo come la Serie B. Rispetto al Mantova non ha un pubblico numeroso. Ma le altre componenti viaggiano all’unisono. A Pasquetta conterà molto l’aspetto emotivo. Il fattore campo deve tramutarsi in un vantaggio per il Mantova. Credo infine che né i biancorossi né la Virtus finiranno nelle ultime tre. Mal che vada faranno i playout. É già qualcosa».
(fonte La Voce di Mantova)
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