Modena-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Battuta d'arresto dolorosa che interrompe una serie di tre partite senza sconfitte. Del resto mai, in questa difficile stagione, i biancorossi sono riusciti a dare continuità di risultati inanellando serie positive più lunghe

Anche stavolta sarà per la prossima volta. Il derby contro i canarini rimane stregato. Portare a casa un risultato positivo dal Braglia è diventata negli ultimi anni un’impresa titanica per il Mantova. Eppure stavolta le recriminazioni ci sono, e anche fondate. I biancorossi, soprattutto nella seconda frazione, si sono fatti preferire sul piano del gioco, menando per lunghi tratti le danze. Si è pagata a carissimo prezzo la solita partenza ad handicap, con rete evitabile subita nel primo quarto d’ora. Un problema mai risolto che ha zavorrato pesantemente il cammino di Possanzini prima e di Modesto poi.

Peccato perché nel finale, dopo la rete di Mensah, la rimonta sembrava alla portata. Quel Mensah che probabilmente, in questo tipo di partita, sarebbe stato meglio schierare dal primo minuto per sfruttare le ripartenze. Si paga anche la giornata-no degli esterni offensivi: Modesto li ha ruotati tutti, ma le prestazioni di Buso, Marras, Bragantini e Caprini non hanno raggiunto la sufficienza. Battuta d’arresto dolorosa quindi, che interrompe una serie di tre partite senza sconfitte. Del resto mai, in questa difficile stagione, i biancorossi sono riusciti a dare continuità di risultati inanellando serie positive più lunghe. Al danno della sconfitta, si aggiunge quello delle squalifiche evitabili rimediate da Kouda e da Castellini. Le loro saranno assenze pesantissime nel turno casalingo dopo la sosta. Di fronte ci sarà l’Entella, ed è un turno che si prefigura come crocevia della stagione. Scontro salvezza in cui il tifo biancorosso spingerà la squadra con tutte le sue forze. Tifo che purtroppo è mancato a Modena, per l’ennesimo discutibile divieto di trasferta. E il calcio senza tifosi diventa uno spettacolo di plastica, ma questo purtroppo è l’andazzo, punire tutti indiscriminatamente per le colpe di pochi. Nel silenzio assordante delle leghe di Serie A e B.

Redazione

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