Kouda: «Mantova, non potevo dirti di no. Darò il massimo»

Il nuovo centrocampista biancorosso si presenta: “Abbino fisicità e tecnica. Ho trovato qualità e solidità, soprattutto a in mezzo e in difesa”

Kouda

In casa Mantova continua il via vai di volti nuovi. È il turno di Rachid Kouda, classe 2002 e centrocampista duttile che arriva in prestito dal Parma. Originario del Burkina Faso ma nato a Cantù, Kouda vanta già una discreta esperienza tra i professionisti.

Cresciuto nei settori giovanili di Atalanta e Cagliari, ha esordito tra i grandi con la Folgore Caratese in Serie D, per poi approdare al Picerno. L’ottima stagione in Basilicata gli ha aperto le porte della Serie B con lo Spezia, dove ha collezionato oltre 60 presenze in due anni e mezzo. Nelle ultime settimane, però, lo spazio si è ridotto e da qui la scelta di cambiare aria.

«A La Spezia – spiega Kouda – sono cresciuto molto, come giocatore e come persona: per me era una famiglia. Ma sapevo che avrei trovato poco spazio. Quando si è fatto avanti il Mantova ho parlato con il ds Rinaudo e ho avuto subito ottime sensazioni. Ho accettato volentieri: darò il 100% in allenamento e sono a disposizione del mister».

Parole positive anche per l’allenatore Modesto

«Non lo conoscevo di persona, ma me ne avevano parlato bene. In questi primi giorni ho visto che è un grande lavoratore e apprezzo molto il suo modo di fare calcio».

Buone impressioni anche sul gruppo

«Ho trovato qualità e solidità, soprattutto a centrocampo e in difesa. Mi hanno colpito diversi compagni, da Ruocco a Marras, da Trimboli a Radaelli, che conosco da tempo. Il Mantova non mi sembra una squadra in difficoltà: contro il Venezia il risultato è stato bugiardo, perché se avessimo sfruttato le occasioni iniziali avremmo parlato di un’altra partita».

All’orizzonte ci sono tre scontri diretti fondamentali, a partire da Pescara

«Sono partite decisive per tutti. La salvezza è l’obiettivo principale e per raggiungerla serviranno attenzione ai dettagli e unità di intenti».

Kouda ricorda bene anche il calore del pubblico biancorosso

«Lo avevo già notato la scorsa stagione nel 2-2 tra Mantova e Spezia. Anche sabato, dopo un 5-2, i tifosi hanno applaudito la squadra: non è una cosa che si vede ovunque».

Centrocampista polivalente, Kouda si descrive così

«Abbino fisicità e tecnica. Posso giocare da centrale, mezzala o trequartista, all’occorrenza anche più avanti. Il mio modello è Pogba». Indosserà la maglia numero 80, scelta in omaggio a Ronaldinho, suo idolo d’infanzia.

Obiettivo personale?

«Migliorare le mie statistiche e dare una mano alla squadra». Perché, come ribadisce Kouda, «la cosa più importante è conquistare la salvezza».

(fonte La Voce di Mantova)

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