Delusione. Gli sportivi biancorossi non avevano ancora fatto in tempo ad assaporare fino in fondo il dolce gusto del rinfrancante successo col Cesena, che subito sono stati riportati alla dura realtà di una stagione travagliata. Chi erroneamente si era illuso di aver già in tasca la salvezza, deve bruscamente ricredersi. E la delusione è ancora maggiore, perchè la sconfitta è arrivata in coda a una prestazione negativa dei ragazzi di Possanzini. Insufficiente dal punto di vista tecnico, e inadeguata da quello dell’atteggiamento messo in campo.
La Salernitana ha mostrato un volto molto diverso rispetto alla formazione vista all’opera al Martelli all’andata, sia come uomini in campo che come stile di gioco. Meno compassata e leziosa, più essenziale ed efficace. I campani hanno infatti rivoluzionato la rosa a gennaio, e Marino è il quarto allenatore stagionale che si alterna sulla panchina dei granata. Una Salernitana che però, pur avendo in rosa nomi importanti, non ha mostrato nulla di trascendentale. Dimostrandosi compagine ampiamente alla portata del Mantova, come del resto tutte quelle che arrancano nei bassifondi. I biancorossi, come spesso accaduto in questa stagione complicata, si sono fatti preferire sul piano del palleggio e delle geometrie. Ma la larga prevalenza del possesso palla non è stata accompagnata dalla necessaria incisività: il Mantova ha prodotto un gioco sterile, senza mai riuscire a creare vere palle gol (salvo quella sprecata da Mensah nel primo tempo) e portare seri pericoli dalle parti di Christensen.
Non è sembrato adeguato l’approccio di chi è sceso in campo, troppo morbido: si trattava di uno scontro diretto per la salvezza, andava affrontato con il fuoco dentro, con il coltello fra i denti (sportivamente parlando si intende). In un ambiente molto caldo, ostile, sicuramente difficile, che però avrebbe dovuto far tirare fuori ai giocatori lo spirito gladiatorio. Ma evidentemente il carattere fa difetto a questa squadra. E’ un limite strutturale, che l’attuale rosa (escluse un paio di partite che hanno fatto eccezione) si porta dietro da inizio stagione, e che la guida tecnica non è mai riuscita a risolvere; impensabile che si possa come per incanto mutar pelle a maggio.
Mantova quindi risucchiato nel vortice della lotta salvezza, con un solo misero punticino di margine sulla zona playout. E il gol di Simy a tempo scaduto ha pure portato la beffa dello svantaggio negli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti con la Salernitana.
Ci si deve perciò aggrappare al fortino, o presunto tale, del Martelli. E alla malcelata speranza che Carrarese e Catanzaro salgano in riva al Mincio già in parte appagate dal loro positivo campionato. Va da sé che dare per facile il prossimo match sarebbe un errore gravissimo. La Carrarese arriverà determinata a raccogliere quel punticino che le manca per raggiungere la salvezza aritmetica, e a coronare con un risultato positivo la sua sorprendente stagione. Giova infatti ricordare che tutti i pronostici alla vigilia del torneo davano gli apuani fra le sicure retrocesse. Il che fa venire in mente un piccolo dato, magari non importante ma significativo: il Mantova fra le quattro neopromosse è quella che ha la classifica peggiore.
Ma questa sarà una riflessione da fare nei bilanci di fine torneo. Ora conta solo remare tutti dalla stessa parte. Riempiamo il Martelli e trasmettiamo a chi andrà in campo tutto il tifo e il calore possibile, per arrivare all’obiettivo che tutti vogliamo raggiungere.
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