Cosenza-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

La reazione della squadra, di testa e di orgoglio, dopo la rete di Florenzi, ha permesso ai 130 coraggiosi tifosi spintisi fino in Calabria di non tornare in riva al Mincio col morale sotto i tacchi

Il Mantova torna dalla lontana e piovosa Sila con un prezioso pareggio, ottenuto in casa di una diretta concorrente per la salvezza, il Cosenza. Lupi cosentini che rimangono così ancorati all’ultimo posto in graduatoria, e restano confinati a distanza di sicurezza (sei punti) dai biancorossi.

Pareggio prezioso si diceva, perchè le cose si erano messe veramente molto male per capitan Burrai (un discreto rientro il suo) e compagni. Con un doppio svantaggio da recuperare già alla metà del primo tempo. Con le condizioni difficili di un terreno di gioco al limite della praticabilità, e di un ambiente non certo facile. E contro un’avversaria che, pur non avendo impressionato come all’andata, si è confermata squadra dalla buona cifra tecnica, che probabilmente non merita di reggere il fanalino di coda.

Menzione d’obbligo per chi ha firmato le due importantissime reti. Maggioni, autore di una prestazione gagliarda e di un gol importantissimo per rimettere in partita la truppa di Massolini. Il terzino bergamasco ha dimostrato sul campo che è meglio non assecondare le voci di mercato che lo vorrebbero lontano da Mantova. E Mancuso, spesso criticato ben oltre i propri demeriti dalla tifoseria più esigente. Il Pescatore con la sua esperienza e concretezza ha raddrizzato la partita, grazie a una giocata da vero e consumato bomber di categoria. Da segnalare anche l’esordio promettente di Giordano, che nello spicchio di partita in cui è stato impiegato ha fatto vedere un paio di buoni spunti: ci sarà senz’altro bisogno di lui nel prosieguo della stagione.

La reazione della squadra, di testa e di orgoglio, dopo la rete di Florenzi, ha permesso ai 130 coraggiosi tifosi spintisi fino in Calabria (per loro un applauso a prescindere) di non tornare in riva al Mincio col morale sotto i tacchi, col fardello di una sconfitta che sarebbe stata pesantissima in chiave salvezza. Ecco, ci pare questa la nota più positiva che ci si porta a casa dalla partita del San Vito-Marulla. Non essersi persi d’animo dopo il 2-0. Essersi calati con gagliardia e con lo spirito giusto nella battaglia (sportiva si intende). Aver superato le difficoltà di un campo pesante, certamente poco adatto al modo di giocare del Mantova. Se possiamo permetterci, più sciabola e meno fioretto quando il contesto lo richiede (già alla Spezia si erano visti grossi miglioramenti su questo aspetto). Passa anche da qui la strada che porta al grande obiettivo stagionale, il mantenimento della categoria.

Redazione

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