Carrarese-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

La rosa biancorossa si sta mostrando adeguata per lottare per una salvezza tranquilla, ma non permette voli pindarici

Brutte, sporche e cattive. È anche con queste partite che si costruisce il percorso che porta alla salvezza.

Il punticino prezioso da Carrara lo porta via un Mantova opaco. Grigio, incapace di offrire un gioco all’altezza della sua fama, beneficiato dalla buona sorte. Sotto forma di un rigorino, di quelli che vanno di moda oggi, trasformato in maniera tutt’altro che impeccabile da Mancuso. Con quattro cartellini gialli, uno dei quali (allo stesso Mancuso) a era in realtà un arancione tendente al rosso. Con diverse occasioni da gol avversarie nel primo tempo sfumate per le parate di Festa o per gli errori degli avanti gialloazzurri. E con il salvataggio miracoloso sulla linea di Redolfi nella ripresa, dopo l’ennesimo errore nella costruzione dal basso del numero uno biancorosso.

Di fronte c’era un avversario modesto, che verosimilmente farà fatica a emergere dalle zone basse della classifica. Galvanizzato senz’altro dal fatto di giocare finalmente nella propria casa rinnovata e adeguata alla B, dopo l’esilio pisano. Stadio dei Marmi, col terreno di gioco in sintetico, che può aver penalizzato la truppa di Massolini, sostituto in panca dello squalificato Possanzini. Ma che non può giustificare lo scarso nerbo con cui il Mantova fin dal primo minuto si è presentato in campo. Lento, compassato, a tratti lezioso, di fronte a una Carrarese molto più grintosa, veemente e determinata nel costruire le sue azioni offensive.

Ci si porta a casa il buono. Un punticino che rappresenta un mattone importante per l’obiettivo finale, ottenuto contro una diretta concorrente per la salvezza. Un risultato positivo in trasferta che mancava da due mesi, dall’ormai lontano pari agostano di Reggio Emilia. Ma alzando lo sguardo, una certezza ormai sembra emergere: alcuni elementi dell’orchestra di Possanzini, il cui livello si ergeva dalla media nel suonare lo spartito della Serie C, alle prese con la più complessa partitura calcistica della categoria superiore, se la cavano, ma senza brillare, con affanni assortiti. La rosa, cioè, si sta mostrando adeguata per lottare per una salvezza tranquilla, ma non permette voli pindarici. Nulla di strano o di scandaloso, al contrario: questo è l’obiettivo stagionale. E sarebbe tanta, tantissima roba riuscirci, per una società che viene da una traversata nel deserto durata 14 anni. Per raggiungerlo, bisogna remare tutti dalla stessa parte.

Mettere nel cassetto dei (dolcissimi) ricordi i lustrini e le paillettes della cavalcata trionfale della scorsa stagione. E indossare l’elmetto e gli stivali, con il coltello fra i denti, per portare a casa punti come quello di Carrara. Brutti, sporchi e cattivi, ma fondamentali per la classifica.

Redazione

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