Possanzini: «Premio Rosa Camuna coronamento dell’anno perfetto»

Ancora il condottiero dell"Acm: «Dobbiamo solo pensare a giocare a calcio come fatto quest'anno. Il nostro obiettivo sarà la salvezza e proporre il calcio che abbiamo sempre fatto»

Mister Possanzini e Raffa ricevono il Premio Rosa Camuna
  1. Ultimo premio ricevuto mercoledì pomeriggio da mister Possanzini.

Presso il Palazzo Lombardia, situato a Milano, nel giorno della Festa della Lombardia, mister Possanzini è stato premiato dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana col Premio Rosa Camuna. Un riconoscimento per  l’impegno, l’operosità, la creatività e l’ingegno di coloro che si siano particolarmente distinti nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia.

Al termine dell’assegnazione del Premio, mister Possanzini si è concesso alle domande dei cronisti presenti all’evento. «Questo è il coronamento di un anno perfetto – dichiara entusiasta – . E’ andato oltre ogni più rosea aspettativa. Noi siamo partiti cercando di creare qualcosa, di dare una identità e una riconoscibilità ad una piazza che era un po’ dimenticata. Il presidente ha preso questo impegno morale e abbiamo fatto qualcosa di grande. Dobbiamo custodirlo e non snaturarci, giocando nella categoria cadetta sempre con la nostra mentalità».

In vista della Serie B, queste le sue dichiarazione: «Dobbiamo solo pensare a giocare a calcio – ribadisce a più riprese – . Il nostro obiettivo sarà la salvezza e proporre il calcio che abbiamo sempre fatto, con umiltà e tranquillità. Senza pensare troppo in grande perché altrimenti si rischia di cadere».

E sul suo rapporto con Mantova e l’Acm… «Io sono così: avevo preso un impegno col presidente di fare un percorso di tre anni. Eventualmente nel terzo anno avremmo potuto creare le basi per il salto di categoria, invece tutto questo è arrivato così in fretta. Ma questo percorso non è finito, nonostante abbiamo già ottenuto la Serie B. Io voglio portarlo avanti, ho la voglia di farlo perché i ragazzi mi hanno dimostrato di poter fare qualcosa di importante e la società mi ha dato la possibilità di lavorare in un momento in cui non ne avevo possibilità. Di questo gliene sono riconoscente. A Mantova sto bene e spero di riuscire a fare bene anche il prossimo anno».

C’è spazio anche per un ultimo sguardo alla Serie C appena dominata. «È un grande torneo, con tanti giovani italiani di livello. Bisognerebbe aprire un po’ più gli occhi sui ragazzi delle serie inferiori e ho trovato grande preparazione anche sul piano tecnico e tattico. L’unica cosa che migliorerei in proiezione futura è l’aspetto legato al Var, con la speranza che possa essere introdotto allo stesso modo come in Serie A e B. Senza certi strumenti è un calcio diverso».

Redazione

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