Palermo-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

L'Acm gioca bene, a viso aperto, convince, ma non riesce a dare il colpo del ko, quando ne avrebbe la possibilità

Rinfrancati. Il Mantova torna da Palermo con un punto pesantissimo, contro una delle formazioni più accreditate del torneo. E oltre al pareggio, utile per muovere la classifica (fra le pericolanti cortissima ancora più che mai), nella valigia di ritorno si porta un ventaglio notevole di cose da ricordare. Di più, da annotare come piccole pietre miliari di questo campionato. Il primo gol in B di Mensah, che non è un calciatore qualsiasi ma il centravanti titolare della squadra: non ci speravamo quasi più, e invece è arrivato.

La prima marcatura stagionale di Brignani, di testa su corner ovviamente, la specialità della casa, a rinverdire i fasti della scorsa stagione. Un atteggiamento gagliardo, distante rispetto a quello messo in mostra nella debacle col Sassuolo: grinta e determinazione su ogni pallone fin dal primo minuto. E, last but not least, l’abbandono a sorpresa della difesa a quattro, fin qui un punto fermo dello scacchiere tattico di mister Possanzini. Davvero tanta roba.

Nell’affresco che ci restituisce il match del Barbera, accanto a queste belle novità, ritroviamo però anche un ritornello stagionale ricorrente: il Mantova gioca bene, a viso aperto, convince, ma non riesce a dare il colpo del k.o. quando ne avrebbe la possibilità. Ovvero quando la formazione di casa si è trovata ridotta in dieci per l’espulsione di Ceccaroni. Espulsione peraltro severa, come fiscale era stato il rigore assegnato al Palermo per la trattenuta di De Maio, ma ormai agli arbitraggi poco convincenti siamo abituati. Al contrario di quanto ci si attenderebbe, in inferiorità numerica è stato il Palermo ad andare più vicino alla rete. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Propendiamo per la prima ipotesi. Di fronte c’era una squadra dal potenziale enorme, anche se inespresso. E si veniva da una settimana difficile, forse la più difficile da quando è in sella questa guida tecnica: giocatori e allenatore hanno saputo reagire alla grande. Offrendo una prestazione coraggiosa e di livello, e dimostrando anche di saper cambiare abito (tattico e mentale).

Per ultimo, ma non meno importante, Possanzini e suoi nel volo di ritorno dalla Sicilia si portano un’impagabile manifestazione d’affetto dei tifosi. Il tam tam per il ritrovo al Sinergy Center, a caricare e spingere la squadra che si accingeva a partire per Palermo. L’incitamento e i cori di domenica mattina davanti all’hotel, mentre i biancorossi salivano sul pullman in direzione stadio. Decine di tifosi partiti ugualmente per la città siciliana, nonostante il provvedimento restrittivo subito. Non era scontato, dopo uno 0-3 casalingo che rischiava di incrinare il feeling con la piazza. E invece il divieto di trasferta, palese ingiustizia che ha colpito gli appassionati che si erano già organizzati per essere presenti in uno degli stadi più prestigiosi della B di quest’anno, ha avuto l’effetto di rafforzare ancora di più l’attaccamento dei veri tifosi. La compattezza e il sostegno dell’ambiente sono nei fatti. Sarà un punto a favore importante, da qui a fine stagione, per una squadra che a tratti ha mostrato una certa fragilità mentale. L’auspicio di tutti è che il risultato positivo possa dare slancio per un finale in crescendo. Anche le dirette concorrenti viaggiano sull’altalena, ma la lotta è serratissima, e ogni singolo punto guadagnato può rivelarsi decisivo per centrare il traguardo della salvezza.

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