Il Mantova esce a testa alta ma a mani vuote dal pirotecnico derby del Braglia, e subisce un bruciante sorpasso in classifica da un Modena solido e consistente, ma con cui i biancorossi se la sono giocata assolutamente alla pari.
Il bilancio stagionale dei derby contro le rivali di campanile emiliane è desolante, un pareggio e una sconfitta sia contro la Reggiana che contro il Modena. Rivali peraltro che non sono squadre in lotta per la promozione, ma avversarie che navigano nello stesso limbo di centro classifica dei biancorossi.
Se nella prima parte di stagione a latitare era la concretezza in fase di realizzazione, ora il problema più impellente è diventato quello di registrare il reparto arretrato. A penalizzare il Mantova in questa fase infatti sono i gravi errori difensivi, che regolarmente si stanno ripetendo in questo girone di ritorno. Sabato in tutte e tre le reti canarine c’è stata la complicità della retroguardia virgiliana. Errori sfruttati, va detto, dalle splendide giocate di un Palumbo in versione extralusso, che ha sciorinato il bagaglio di tecnica e classe di cui dispone. Considerando che dal mercato non arriverà più nessuno, tocca a mister Possanzini studiare qualche alchimia e apportare i correttivi del caso. Discreta la prova dei centrali di difesa Brignani (bentornato) e Cella (ormai promosso titolare). Gli esterni bassi, Radaelli e Giordano, hanno prodotto buoni spunti offensivi, ma alternati a sbavature in fase di interdizione. Festa non ha fatto i miracoli come altre volte. Burrai è stato neutralizzato dal dinamico centrocampo gialloblù, meglio di lui sicuramente l’inesauribile Trimboli. Mensah troppo prevedibile, imbavagliato nei suoi movimenti ben studiati a tavolino da mister Mandelli. Galuppini sempre troppo lento nel liberarsi del pallone, e con la colpa di non aver trasformato la grande palla gol capitatagli sul tap in a due passi dalla porta (complice anche, va detto, la grande parata di Gagno). Fiori e Ruocco a intermittenza, come Bragantini danno sempre l’impressione di non riuscire ad esprimere tutte le loro potenzialità. Mancuso ancora letale, stavolta con un superlativo coast to coast, e altre conclusioni pericolose: il migliore in campo dei biancorossi.
E ora? Un punto in due partite con Sampdoria e Modena pesa parecchio sulla classifica. Siamo arrivati al dunque, da qui in poi i punti saranno tutti pesanti: ci si gioca la salvezza. Le restanti 14 partite saranno battaglie, da affrontare con l’elmetto. E il calendario è difficilissimo, con Sassuolo, Palermo e Bari in fila nelle prossime tre. Bisogna migliorare sul piano della lucidità nelle scelte di gioco. Lasciando da parte qualche volta l’estetica, le azioni manovrate pulite ma a volte troppo leziose, e cercando invece la giocata più efficace, anche se magari non bella. In questa serie B nessuno regala niente, d’ora poi servirà quel quid in più di cattiveria agonistica, e di voglia feroce di portare a casa il risultato a tutti i costi. Solo così si potrà uscire indenni dalla tonnara della lotta salvezza, e raggiungere l’obiettivo che tutti auspichiamo.
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