Acm, a tu per tu con il portiere Festa: «Dagli errori si impara»

L'estremo difensore analizza queste prime otto giornate di campionato: “Bilancio positivo. Siamo una neopromossa con l'obiettivo di salvarsi. Abbiamo fatto tanti punti, ottenuti grazie a delle ottime prestazioni”

Il Mantova arriva alla sosta per le nazionali con all’attivo 11 punti e l’undicesimo posto in classifica. Se in queste prime otto giornate sono andati a segno otto giocatori diversi, non altrettanto bene è andata al reparto difensivo: 12 le reti incassate. Ma l’estremo difensore Marco Festa guarda il bicchiere mezzo pieno.

«Il mio bilancio è positivo – afferma il portiere – . Siamo una neopromossa con l’obiettivo di salvarsi. Abbiamo fatto tanti punti, ottenuti grazie a delle ottime prestazioni. L’ultima di queste è stata col Brescia. Ci è mancata solo la vittoria. Mi dispiace che talvolta passi un messaggio sbagliato, ovvero la differenza tra il rendimento in casa e in trasferta. Quando vinci, tutti parlano di una grande prestazione, mentre quando perdi, viene definito poco professionale. Ma noi giochiamo sempre allo stesso modo e alla grande con chiunque. Ripeto, col Brescia abbiamo ottenuto un punto importante, però quello che a noi interessa è la prestazione: il risultato è solo una conseguenza».

«Il Mantova si è rinforzato – prosegue – . Le sconfitte ci fanno crescere. È un anno e mezzo che giochiamo così e penso che si veda in maniera lampante l’impronta che la squadra possiede. Crediamo ciecamente in quello che facciamo: i nostri sono rischi calcolati. Tutta la settimana lavoriamo su certi concetti e quando si apre il campo, facciamo di tutto per far segnare i nostri attaccanti. Ovvio che poi ci sta incappare in qualche errore e so che quando sono io a commetterlo, si rischia di subire gol. Però siamo convinti che alla lunga questo modo di giocare possa dare tanto alla squadra».

«Per giocare qui – conclude Festa – devi avere testa ed equilibrio. Io faccio il mio lavoro volentieri perché mi piace. Quando sbaglio sono il primo ad assumersi le sue responsabilità. Giocare in porta è un ruolo stimolante perché cerco sempre di superare i miei limiti. Ai più giovani voglio trasmettere la mia esperienza. Dopo l’errore di Cesena ho insegnato loro a non abbattersi e perseguire con i propri obiettivi, estraniandosi dal contesto che li circonda». 

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