Alla ripresa della preparazione dei biancorossi al Sinergy Center parla Leonardo Mancuso, il match winner della sfida col Cittadella.
Leonardo, ti sei tolto un peso con quella rete?
«Magari questo no, ma il gol lo cercavo da tempo, perché per un attaccante segnare è fondamentale. Sono contento che sia arrivato in casa, sotto la Curva Te. Decisivo per una vittoria importante. Al 93′. Insomma, c’era tutto quel che serviva. Che cosa potevo chiedere di più?».
E lo stato d’animo quando il gol non veniva com’era?
«Sempre lo stesso. Si lavora durante la settimana per ottenere il massimo. A volte il risultato è ottimo, a volte non tutto va come si vorrebbe. La cosa più importante è che mi sia inserito subito bene in un gruppo molto unito, che lo scorso anno ha fatto qualcosa di straordinario. Anche alla luce di questo il processo di ambientamento è stato molto più facile del previsto».
Te lo ricorderai a lungo il gol al Cittadella, seppur tra i tanti realizzati in carriera?
«Senza dubbio. Il primo che fai con una nuova maglia equivale a dare il via alla tua storia con quella squadra. Ha un sapore particolare perché io nel Mantova mi trovo molto bene. È stata un’emozione unica. L’emozione grande è stata anche al rientro negli spogliatoi la gioia negli occhi dei miei compagni. Ma non chiedetemi quanti gol farò perché quello ad oggi non posso saperlo. Lo dedico a tutto l’ambiente Mantova: compagni, squadra, staff. Sono orgoglioso perché mi sento parte del progetto biancorosso».
Più bravura o più fortuna per aver fatto passare il pallone decisivo del match tra le gambe del rivale Branca?
«È un gol voluto, anche se un pizzico di buona sorte è necessaria. Ne ho fatti diversi in carriera facendo passare la sfera sotto le gambe del diretto marcatore. Nel momento in cui sto caricando vedo che lui le apre e ne approfitto. Non sempre la palla ma se accade la probabilità di fare gol sono notevoli».
Mancuso è più centravanti o seconda punta?
«Un dilemma che va avanti da tempo. La verità è che nel reparto avanzato ho fatto un po’ tutti i ruoli, giocando per anni anche da attaccante esterno. Voglio dare sempre e comunque il mio contributo ma il ruolo che più mi si addice è probabilmente quello di centravanti. E mi piace stare a ridosso della porta avversaria. E con Mensah le mie caratteristiche si completano molto bene».
Ora si va a Cesena. Il Mantova ha il mal di trasferta?
«Non credo. Dobbiamo continuare a fare noi la partita e sbloccarci con una vittoria. Sono state giocate solo tre gare fuori casa, è presto per un’analisi di questo tipo. A Cesena cerchiamo un successo importante, senza rinunciare alla nostra filosofia di gioco. Sarà bello per lo stadio pieno e la cornice di pubblico. Abbiamo questa settimana per prepararci a dovere e continuare nel percorso di crescita».
Senza i gol e i punti ottenuti a recupero inoltrato il Mantova sarebbe penultimo. Questo dato attesta l’enorme equilibrio che regna tra i cadetti?
«Assolutamente sì. E dimostra che le partite possono cambiare anche all’ultimo secondo. Noi siamo stati bravi a farci trovare pronti a cogliere le opportunità ma sappiamo che sarà sempre così, tutto potrà mutare in qualsiasi istante, fino a quando non arriva il fischio finale».
Dove può arrivare invece il Mantova?
«Ci possiamo divertire facendo un gran bel campionato. Ora è troppo presto dire dove, perché lo stato delle cose è in continua evoluzione per tutte le squadre. Importante è restare sempre concentrati sul presente».

