Un punto in tre trasferte. Forse è un po’ presto per statistiche di questo genere, però è un dato di fatto che il ruolino di marcia del Mantova lontano dal Martelli finora non sia stato soddisfacente.
Oltretutto quell’unico punto conquistato, a Reggio Emilia, è arrivato per il rotto della cuffia: 2-2 nei minuti di recupero dopo essere andati sotto 2-0. Poi la sconfitta di Piacenza contro la Juve Stabia; e quella di sabato a Bari.Per contro, due partite e due vittorie al Martelli, contro Cosenza e Salernitana. È un dato sorprendente, questo “mal di trasferta” che il Mantova ha scoperto sulla propria pelle.
Anche perché il ruolino di marcia esterno è stato uno dei punti di forza dell’Acm lo scorso anno in C: 11 vittorie e 4 pareggi su 19 partite, una media di 1,95 punti a gara. Il dato, già di per sè lusinghiero, venne “sporcato” nelle ultime giornate quando i biancorossi, già paghi per la promozione, mollarono palesemente perdendo a Meda (col Renate) e a Lumezzane.
Ma perché il Mantova non funziona nelle trasferte? Qui la risposta è più difficile da individuare. E forse nemmeno c’è. Di solito in questi casi si parla di timore reverenziale nei confronti degli avversari o del contesto ambientale, dunque di un fattore psicologico.Oppure di un approccio volutamente diverso a seconda che si giochi in casa o in trasferta, dunque di un fattore tecnico-tattico. Questa seconda ipotesi non pare essere il caso del Mantova: i biancorossi giocano nello stesso identico modo, che sia in casa o in trasferta.
Di maggiore credibilità sembra godere la prima ipotesi. Almeno per quanto riguarda la gara di Bari, dove in effetti il fattore ambientale (grande stadio, avversari di rango e affamati di punti) può aver inciso negativamente sulla prestazione dei biancorossi.Sta di fatto che il piatto piange e che l’Acm sia chiamata ad un salto di qualità anche sul piano caratteriale, quando si troverà a giocare in altri stadi rinomati e contro avversari di prestigio.
Altri punti deboli sono emersi dalla sconfitta di Bari: dai due gol presi su calcio da fermo, quindi a difesa schierata; alla cronica difficoltà di concretizzare sottoporta (un solo gol nelle ultime tre gare). Di questo ed altro si occuperà mister Possanzini in settimana, perché il Mantova arrivi carico e preparato al match di domenica col Cittadella. Per fortuna in casa.
(fonte La Voce di Mantova)

