Acm, le parole del dt Christian Botturi

Dopo il ritiro estivo, il dirigente parla a ruota libera di mercato, abbonamenti, dell'amalgama della squadra e del rinnovato Mantovanello

Dopo l’esperienza a San Lorenzo Dorsino, in cui ha visto plasmarsi il nuovo Mantova fatto di facce note e qualche volto nuovo, il direttore tecnico biancorosso Christian Botturi dice la sua sui tanti temi che gravitano attorno al clan di viale Te.

Ad esempio sul mercato. «Siamo stati in ritiro con il 90% della rosa fatta e in questo ho accontentato l’allenatore – confessa alla Gazzetta di Mantova -. Chiudiamo con qualche acciacco fisico (Fedel e Radaelli, più gli affaticamenti di Ruocco e Galuppini, ndr) ma nulla di preoccupante. E sono davvero felice dei nuovi acquisti: sono 7, di cui 5 di proprietà e 2 in prestito. Si sono inseriti nel Mantova come tessere di un puzzle, dal punto di vista tecnico, tattico e soprattutto morale. Nel gruppo c’è un bel clima, vedo ancor più consapevolezza dell’anno scorso. C’è da fare l’ultima uscita: a Bombagi ha fatto un’offerta ufficiale la Lucchese e si è rifatto sotto il Siracusa di serie D. Aspettiamo le valutazioni del ragazzo. Per quanto concerne le entrate, al momento il mercato lo definisco chiuso. Stiamo valutando le corsie esterne della difesa, seguiremo il lavoro dei tanti elementi che possono giostrare a destra e a sinistra e poi decideremo con calma. Abbiamo un mese di tempo, alla fine potremmo decidere di restare così o magari di prendere un giocatore che possa essere impiegato su entrambe le fasce».

Sulla campagna abbonamenti: «Sono già tanti ma sarebbe bello riuscire a battere il record del Mantova in Serie B (6.210 tessere nel 2007-08, ndr) per dare un segnale a questa società. E soprattutto dico al nostro pubblico che quel “brivido” sentito per festeggiare l’anno scorso va mantenuto ora dalla prima all’ultima giornata, perché la squadra ha bisogno di sentire unità ed entusiasmo intorno a sè. Specie se arriveranno momenti difficili».

Sullo svolgimento del ritiro appena conclusosi: «Dal campo abbiamo avuto risposte importanti, ricevendo complimenti anche dai dirigenti delle avversarie di Serie A che abbiamo incontrato. L’obiettivo era ritrovare equilibrio ed è stato raggiunto. Certo, abbiamo visto cose belle e anche meno belle: ci siamo fatti dei gol da soli. Abbiamo scelto apposta di sfidare Napoli e Genoa, per abituarci alla qualità differente degli avversari che troveremo, ad un calcio diverso. Abbiamo capito che al minimo errore si prende gol. E così ne approfitto per dare una stoccata al gruppo o a qualcuno del gruppo: è facile eccedere in sicurezza contro i dilettanti, ma quest’anno non ci sarà spazio per cali di concentrazione o atteggiamenti da “fenomeni”. Noi in B siamo gli ultimi arrivati, per ora guardiamo tutti dal basso, questa è la verità. E i ko con Napoli e Genoa sono serviti spero anche ad abituare i tifosi: quest’anno non potremo sempre vincere, com’eravamo abituati».

Infine sul tema Mantovanello: «Per questa struttura (ora definita Sinergy Mantova Center, ndr) mi preme ringraziare il presidente Piccoli. Non è una sviolinata ma va detto che in un mese e e mezzo, lavorando giorno e notte, il centro sportivo è stato adeguato agli standard del calcio che conta. Ci sono i campi nuovi, gli spogliatoi rifatti (persino con armadietti personalizzati), spazi relax, la palestra, la sala video, gli uffici…Alessandro Raffa ha gestito gli ultimi giorni in maniera esemplare e c’è tutto per fare bene. Nel calcio i giocatori, gli allenatori, i dirigenti e anche i presidenti passano ma la verità è che Piccoli ha lasciato con quest’opera un segno indelebile, facendo ciò che nessuno aveva mai fatto. Starà alla squadra ora ripagare tutti gli sforzi di questa società».

Redazione

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