Una clamorosa promozione in Serie B da riammessi dopo una retrocessione val bene il primo tatuaggio della vita, soprattutto se coincide con il debutto da primo allenatore professionista e, pazienza, se viene realizzato alla soglia dei 48 anni. È il caso di Davide Possanzini, che per celebrare l’impresa, si è fatto tatuare su un braccio la frase “sento un B-rivido” con la data 7-4-2004, quella dell’aritmetica promozione del Mantova tra i cadetti.
Il giorno della festa in hotel, del ritorno in città di squadra e staff dal ritiro brianzolo di Giussano prima della trasferta di Meda per ricevere l’abbraccio di una città intera. Appunto, domenica 7 aprile con vista sulla nottata seguente. In precedenza altri giocatori biancorossi (Radaelli, Wieser) si erano fatti tatuare l’evento che impreziosisce un inizio di carriera. Tra le promesse fatte per ottenere la promozione anche lo scalpo fatto al preparatore dei portieri Michele Arcari: in cambio della B ci ha rimesso la folta chioma, ma ricrescerà presto.

