Mantova, Piccoli contro il divieto di trasferta: «Tifosi penalizzati, così il calcio perde tutti»

Il presidente, anche consigliere di Lega, protesta: “Sono fortemente irritato, ho segnalato il problema a più livelli ma senza ottenere risultati. Questi provvedimenti sono un controsenso”

Piccoli contro il divieto di trasferta: «Tifosi penalizzati così il calcio perde tutti»

Tre derby consecutivi senza tifosi ospiti. Una situazione che comincia a diventare insostenibile e che spinge il presidente del Mantova, Filippo Piccoli, a prendere nuovamente posizione contro una tendenza sempre più diffusa nel calcio italiano: il divieto di trasferta imposto a intere tifoserie.

La decisione di vietare la vendita dei biglietti ai residenti in provincia di Mantova per la partita di sabato al Braglia contro il Modena ha fatto traboccare il vaso. Per i biancorossi si tratta del secondo derby consecutivo senza il sostegno dei propri tifosi, dopo quello con la Cremonese. E all’orizzonte c’è già un altro provvedimento che potrebbe lasciare vuoto il settore ospiti del Martelli in occasione della sfida con il Verona, in programma sabato 7 novembre (ore 17.15).

Una prospettiva che non piace affatto a Piccoli, che oltre a guidare il club di viale Te è anche consigliere di Lega. Il presidente ha più volte sollevato la questione nelle sedi opportune, senza però riuscire a ottenere risposte concrete.

«Un controsenso che danneggia tutti»

Il numero uno biancorosso non nasconde la propria irritazione e punta il dito contro una gestione della sicurezza che, a suo giudizio, finisce per penalizzare indistintamente tutti i sostenitori.

«Questi divieti sono un vero controsenso. Non si riesce a trovare una soluzione a un problema che si ripresenta continuamente. Sono fortemente irritato da questa situazione e l’ho fatto presente a più livelli, ma finora senza ottenere risultati».

Piccoli evidenzia anche le conseguenze economiche di queste decisioni, in un momento già complicato per il sistema calcio e, in particolare, per la Serie B.

«In una fase in cui la Lega B deve fare i conti con una contrazione dei ricavi provenienti dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni, ci vengono sottratte ulteriori entrate derivanti dalla vendita dei biglietti e dai servizi di bar e ristorazione. Senza considerare il danno arrecato ai tifosi, ai quali viene tolta la possibilità di seguire la propria squadra. È un problema che riguarda tutti».

«Tre derby senza ospiti: così si perde lo spettacolo»

Il calendario racconta meglio di qualsiasi commento la portata del fenomeno. Dopo il divieto imposto ai sostenitori della Cremonese, toccherà ai mantovani rinunciare alla trasferta di Modena. E per la gara contro il Verona il rischio che il settore ospiti rimanga nuovamente vuoto è concreto.

«Prima hanno vietato la trasferta ai tifosi della Cremonese, adesso impediscono ai mantovani di andare a Modena. E sono convinto che accadrà la stessa cosa per i veronesi quando verranno al Martelli. Per noi i mancati incassi delle partite contro Cremonese e Verona rappresentano un danno ingente. Ma, al di là dell’aspetto economico, quello che dispiace maggiormente è vedere intere tifoserie private della possibilità di vivere una partita».

Il problema, secondo Piccoli, nasce dall’incapacità di individuare strumenti efficaci per garantire la sicurezza senza ricorrere sistematicamente a restrizioni generalizzate.

«Tutto questo succede perché non si riesce a garantire un servizio d’ordine adeguato. E allora mi pongo una domanda: con il senno di poi, a cosa è servita la Tessera del tifoso? Doveva rappresentare la soluzione a tutti i problemi, ma oggi viene spontaneo chiedersi quale sia stata realmente la sua utilità».

Il silenzio del calcio e l’appello dell’Uefa

A sorprendere è anche la scarsa mobilitazione del mondo del calcio. Società, Leghe e Federazione avrebbero, secondo Piccoli, tutto l’interesse a intervenire su una questione che incide direttamente sulla qualità dello spettacolo e sulla sostenibilità economica delle competizioni.

Stadi meno partecipati significano infatti minori ricavi per i club, ma anche meno movimento per le attività commerciali e per l’intero indotto delle città che ospitano le partite.

Una posizione che trova un importante punto di riferimento anche nelle indicazioni emerse dalla Conferenza Uefa sulla sicurezza dello scorso settembre. Nel documento approvato al termine dei lavori viene ribadito il principio secondo cui le misure di prevenzione dovrebbero colpire i singoli responsabili di comportamenti violenti o scorretti, anziché interi gruppi di tifosi. I divieti collettivi, inoltre, dovrebbero essere riservati a circostanze eccezionali e non diventare una risposta abituale ai problemi di sicurezza.

Un orientamento che, almeno finora, sembra trovare poca applicazione nella gestione delle trasferte del calcio italiano.

«Solidarietà ai nostri tifosi»

Piccoli non è nuovo a prese di posizione su questo tema. Già nella scorsa stagione si era impegnato per consentire ai sostenitori biancorossi di seguire la squadra nella trasferta di Cesena. Ora torna a far sentire la propria voce, con la consapevolezza che le proteste finora non hanno prodotto i risultati sperati.

«Sono molto irritato perché mi rendo conto che ormai sembra non ascoltarci più nessuno. Ho portato il problema all’attenzione di diversi interlocutori, ma la situazione continua a ripetersi senza che si trovi una soluzione».

Il presidente del Mantova chiude con un messaggio di vicinanza alla tifoseria, la prima a pagare il prezzo di provvedimenti che finiscono per coinvolgere indistintamente migliaia di persone.

«Da parte mia non posso che ribadire tutto il disappunto per queste decisioni e manifestare la massima solidarietà ai nostri tifosi. A loro viene negata una gioia fondamentale: quella di poter accompagnare la propria squadra, seguirla in trasferta e vivere insieme le emozioni di una partita. Il calcio dovrebbe essere anche questo, non un susseguirsi di divieti che allontanano le persone dagli stadi».

(fonte Gazzetta di Mantova)

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