Delusi e amareggiati, ma allo stesso tempo rinfrancati. Si potrebbe sintetizzare così l’amaro pomeriggio del Martelli. Amareggiati e tanto, perchè dopo un primo tempo in cui il Mantova ha sempre fatto la partita, tenendo il pallino del gioco, giocando a ritmi alti, e sfiorando la rete con l’occasione divorata da Ruocco (impossibile pensare del resto che al furetto biancorosso possano riuscire magie ad ogni turno), è dura accettare di tornare a casa con una sconfitta. Ma anche tutto sommato rinfrancati, perchè la supersfida alla capolista conferma che l’Aciemme quest’anno può coltivare la legittima ambizione di raggiungere la zona play-off. Che non era certo l’obiettivo dichiarato alla vigilia della stagione. Ma che può diventarlo dopo aver osservato e soppesato, in queste prime sette partite, i valori in campo nel torneo cadetto.
Si respirava tanta delusione all’uscita dallo stadio, ieri. Ma delusione solo per il risultato, non per la prestazione, che c’è stata.
Il Palermo però ha fatto capire perchè è largamente in testa alla graduatoria, e perchè è di gran lunga la candidata più accreditata per vincere il campionato. Un portiere fortissimo e una difesa di ferro, non a caso con diversi elementi con tanta Serie A nel curriculum. Un atteggiamento attendista, anche alla luce di come ha approcciato l’incontro fin dal primo minuto il Mantova, ma pronti a pungere alla prima occasione utile, e a punire gli avversari al primo errore. Con la forza, la solidità, la fisicità e il cinismo delle grandi squadre.
Ecco, sarà importante per Modesto e i suoi fare tesoro della lezione del big match.
Sul primo gol ad esempio la squadra era troppo sbilanciata in avanti: benissimo giocare sempre per vincere, ma in certi momenti anche puntare a proteggere il pari non è disdicevole. Il secondo gol è una punizione eccessiva, nata però da un errore occasionale, uno svarione, il malinteso fra Cajazzo e Trimboli.
La squadra aveva corso tantissimo, e dopo un’ora è affiorata la stanchezza. Probabilmente i cambi andavano fatti prima, soprattutto l’ingresso di Longonda, che ha mostrato di avere tanta birra in corpo. Sicuramente gli infortuni hanno giocato un ruolo. Del Lungo ha fatto il suo, senza infamia e senza lode, adattato nel ruolo di esterno per l’assenza di Silva: in questo frangente sarebbe stato prezioso Radaelli ma evidentemente non è ancora pronto. La mancanza di una punta fisica e prestante, utile per buttare palloni in area quando si deve rimontare, è pure un problema, in attesa di poter vedere all’opera Spinaccè di cui si dice bene. L’importante ora è che tecnico e giocatori riescano a ripartire senza scorie mentali, con la consapevolezza della prestazione messa in campo contro la capolista; e lavorare in settimana per limare progressivamente i difetti emersi in questo primo scorcio di torneo. Il calendario mette come prossimo appuntamento la trasferta a Chiavari, contro un’Entella euforica per aver sbancato l’Euganeo. Un’occasione ideale per Modesto e la sua truppa, per ricominciare a far punti recitando l’ottimo spartito che ormai fa parte del dna di questa squadra.
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