Modesto: «Mantova, gara difficile. Grande spirito di sacrificio»

Il tecnico biancorosso analizza il pareggio di Cesena: “Ci è mancata un po' di lucidità nel palleggio. Ruocco? Speriamo continui così”

Modesto

Il Mantova torna a casa da Cesena con un punto d’oro dopo le fatiche di Coppa. I biancorossi si erano portati in vantaggio con Ruocco nel primo tempo. Shpendi, nella ripresa, ha pareggiato poi i conti. A fine gara il mister dei virgiliani Francesco Modesto analizza l’1-1, soddisfatto ma con un pizzico di rammarico.

Mister, non serve un intenditore di calcio per capire che nella ripresa il Mantova ha pagato le fatiche della gara di Coppa Italia contro il Palermo. Però il carattere della squadra è rimasto intatto.

«Sì, sono d’accordo. Non era semplice e lo sapevamo. Il Cesena ci ha messo in difficoltà, soprattutto perché costruisce molto con il portiere e riesce così ad aprire spazi, creando situazioni interessanti sulle catene esterne. Nei primi 25 minuti loro hanno fatto bene, mentre noi eravamo un po’ contratti. Poi ci siamo sistemati, la squadra ha preso campo, riuscendo a creare delle situazioni positive. Anche nel secondo tempo siamo partiti bene, poi inevitabilmente ci siamo abbassati e abbiamo pagato un po’ le fatiche. Non voglio parlare di alibi, ma la partita di Coppa Italia è stata dispendiosa per tanti giocatori. Alla fine ho visto anche diversi giocatori del Cesena con i crampi: significa che hanno spinto tanto e va dato loro merito. A me sono piaciuti molto. Noi, però, abbiamo avuto un grande spirito nella fase difensiva e da questo possiamo prendere tanti spunti. Ci è mancata un po’ di lucidità nel palleggio e nelle situazioni che potevamo creare. Su questo lavoreremo durante la settimana».

I cambi hanno cambiato la partita e avete utilizzato anche giocatori che avevano avuto meno spazio. Quanto ha inciso la gestione delle energie?

«Entrare in una gara del genere non era semplice. Dietro hanno giocato quasi tutti quelli che erano stati impiegati anche a Palermo e, quando devi risalire e spingere in avanti, fai inevitabilmente più fatica. Dobbiamo anche adattarci alle regole e ai ritmi che ci impongono di andare oltre i nostri limiti. Con questo caldo non è semplice: i giocatori recuperano molto meno. In questo periodo ci sono tante partite ravvicinate. A me piace giocare, ma quando hai una gara ogni tre giorni devi essere bravo a gestire le forze. Se giochi una partita a settimana hai più possibilità di essere completo per tutti i novanta minuti; con gli impegni infrasettimanali bisogna essere intelligenti, soprattutto quando si arriva alla terza partita».

Mister, cosa si porta a casa di positivo da questa partita?

«Questa è la solita domanda che mi fai! Però, scherzi a parte, di positivo porto sicuramente lo spirito. Non era semplice. Delle cinque partite che abbiamo giocato, quattro sono state molto dispendiose. Affrontare questo Cesena non è facile: ha giocatori di qualità, giocatori di gamba e un allenatore che, secondo me, ha portato idee nuove e interessanti. Ho visto anche le loro partite di Serie B e sono una squadra che esprime un buon calcio, ha spirito e soprattutto ha voglia di dimostrare. Per noi non è stato semplice affrontarli, anche considerando il poco tempo che abbiamo avuto per recuperare».

Un gol a partita per Ruocco…

«Va bene così, speriamo che continui sempre così!»

Avete concesso poco in profondità al Cesena. Era un aspetto che avevate preparato?

«Sì, sicuramente l’avevamo studiato. Il modo di giocare del Cesena, con il portiere coinvolto nella costruzione, non è semplice da affrontare. Andare a pressare forte non è facile, soprattutto nelle nostre condizioni fisiche. Non potevamo spingere sempre al massimo, però abbiamo avuto delle situazioni nelle quali il portiere ha sbagliato e avremmo potuto fare gol. Eravamo anche pronti ad aspettare quel tipo di errore, perché quando forzi determinate giocate può succedere. È capitato nel primo tempo su Ilie e nel secondo su Bragantini. Per quanto riguarda la profondità, invece, non abbiamo avuto particolari problemi. Con Benaïssa, per esempio, tanti esterni fanno fatica ad andare alle sue spalle perché è uno dei giocatori più veloci della Serie B. Nei duelli ha dimostrato le sue qualità anche contro giocatori di Serie A, come nella partita contro la Lazio. In generale, se i nostri giocatori stanno bene, questa è una squadra completa e che ha voglia di migliorarsi».

Il Cesena vi ha costretto spesso a difendere molto bassi. Cosa è mancato nelle ripartenze?

«Il Cesena spinge con tanti uomini e arriva a portare anche sette giocatori nella fase offensiva. Se vuoi pareggiare la loro aggressività e andare uomo contro uomo, inevitabilmente devi concedere qualcosa. Secondo me, però, sulle ripartenze potevamo fare molto meglio. È un aspetto sul quale dobbiamo lavorare, perché abbiamo le qualità per essere più efficaci quando recuperiamo palla».

Nel secondo tempo è sembrato che lo spirito di sacrificio fosse ancora una volta uno dei punti di forza del Mantova.

«Sì, lo spirito i ragazzi ce l’hanno. Quello non è mai mancato. Dobbiamo però ritrovare alcune delle cose che abbiamo fatto vedere nelle partite precedenti, soprattutto nel palleggio. Possiamo migliorare molto sotto questo aspetto, perché abbiamo giocatori tecnici e qualità importanti. Inoltre, diversi ragazzi non sono ancora nella condizione migliore perché sono arrivati alla fine del mercato. Non abbiamo ancora potuto lavorare a pieno regime con tutto il gruppo. Pian piano la squadra crescerà. Lo spirito, l’alimentazione della voglia di migliorarsi e la disponibilità al sacrificio questo gruppo li ha sempre avuti».

Mister, sull’occasione di Bragantini: avete parlato con il ragazzo? Forse avrebbe potuto calciare prima. Un gol in quella situazione avrebbe potuto indirizzare la partita.

«Al netto di tutto, è normale che quando capita un’occasione del genere e fai gol, la partita può prendere un’altra direzione. Dal punto di vista del Cesena sarebbe stata sicuramente dura da digerire. Io, però, voglio essere intellettualmente onesto e guardare soprattutto quello che mi è piaciuto della mia squadra. Nonostante tutte le difficoltà, ho visto un grande senso di sacrificio. I ragazzi hanno lavorato tanto nella fase difensiva e su questo ci sono sicuramente molti spunti sui quali lavorare e migliorare. Dobbiamo crescere nella gestione della palla, nelle ripartenze e nella lucidità, ma lo spirito che ho visto oggi è quello giusto. Anche i crampi di alcuni giocatori, come Kouda e Castellini, testimoniano quanto sia stata dispendiosa questa partita. Adesso recuperiamo e lavoriamo, perché abbiamo ancora tanto da migliorare».

Redazione

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