Se l’addio di Mensah dovesse davvero concretizzarsi, nel Mantova cambierebbe anche la geografia delle leadership. A raccogliere idealmente il testimone del veterano biancorosso sarebbe Francesco Bardi, che con i suoi 34 anni diventerebbe il giocatore più esperto della rosa. Ma il ruolo di punto di riferimento non dipende soltanto dall’anagrafe. L’estremo difensore toscano porta con sé un bagaglio costruito tra Serie A, Liga spagnola e tante piazze importanti, qualità che lo hanno reso in pochi mesi una figura centrale anche nello spogliatoio virgiliano. Arrivato a gennaio dal Palermo per raccogliere l’eredità non semplice di Marco Festa, storico capitano della squadra, Bardi si è imposto con personalità e rendimento, offrendo un contributo decisivo nella rincorsa verso una salvezza che sembrava quasi proibitiva.
Francesco, innanzitutto ben ritrovato. Sei riuscito a ricaricare le pile dopo una stagione così intensa?
«Sì, ci voleva. Sono tornato nella mia Livorno, ho ritrovato famiglia e amici, e con loro ho passato momenti belli. Cose semplici, vissute con la gioia per l’epilogo della stagione».
La salvezza. Un grande traguardo, in effetti…
«Un sogno. O almeno così sembrava a gennaio. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario».
Hai compreso subito che l’obiettivo si poteva raggiungere?
«Diciamo che, fin dal mio primo giorno a Mantova, ho avvertito che c’era tanto lavoro da fare. Ma, allo stesso tempo, c’era da parte di tutti una grandissima voglia di mettersi in gioco, di non accettare quel che stava accadendo. Il mister ci ha messo in testa che col lavoro avremmo potuto ribaltare la situazione. C’è tanto di Modesto in quel che abbiamo ottenuto. Gran parte del merito va diviso anche con lo staff e con la società, presidente in testa».
Qual è stata la tua parata più bella?
«Ne scelgo due, più che altro per l’importanza che hanno avuto. Quella multipla su Vasic e altri, al mio esordio contro il Palermo. E quella su Bakoune in Mantova-Monza allo scadere: poteva costarci la sconfitta, invece è stata determinante per la vittoria e per la salvezza (poco dopo ha segnato Benaïssa, ndr)».
Ancora una settimana e si riparte. Da cosa?
«Dalla voglia e dall’umiltà. Sono state le nostre armi nello scorso campionato, e lo saranno anche nel prossimo. Il mister per primo insisterà su questi concetti, e sono sicuro che i ragazzi lo seguiranno».
Dopo l’impresa dello scorso torneo, c’è il rischio di dare qualcosa per scontato?
«Lo escludo. Il gruppo sa che la Serie B nasconde sempre delle insidie, diverse di stagione in stagione. Si riparte da zero».
Che annata ti immagini per il Mantova?
«Difficile tracciare la linea. Il segreto sarà essere il più continui possibile. Per riuscirci bisogna entrare subito nella mentalità giusta: rispetto per tutti, paura di nessuno. Giocarsela con tutte, anche con chi sulla carta ha qualità superiori alle nostre. Lo abbiamo fatto nella scorsa stagione e dobbiamo ripeterci. I risultati verranno di conseguenza».
L’organico non è ancora completo e potrebbe perdere pezzi da 90. Te la senti di dire qualcosa ai vari Trimboli, Marras, Bragantini?
«No. Sono tutti ragazzi umili e dal grande cuore. Sapranno loro qual è la decisione migliore da prendere, ovviamente in concerto con la società».
C’è una fascia di capitano vacante: toccherà a te indossarla?
«Mi basta mettere la mia esperienza al servizio del gruppo, soprattutto dei più giovani. Questa vocazione da “fratello maggiore” l’ho sempre avuta, non penso solo a parare».
Ti sei inserito alla perfezione dal primo giorno, nonostante dovessi sostituire un portiere come Festa…
«Visto che l’hai citato, spendo volentieri due parole per lui. Marco ha fatto la storia del Mantova, immagino che per lui non sia stato facile accettare quello che è successo. Ma si è comportato con grande professionalità. Lo saluto, lo ringrazio e gli auguro il meglio per il futuro».
Quest’anno il tuo vice sarà Luca Gemello…
«Non lo conosco di persona. Ma ha una carriera di tutto rispetto, è un ottimo portiere. Greco (il preparatore, ndr) ci farà lavorare bene insieme».
C’è una partita che non vedi l’ora di affrontare?
«Quella di Coppa Italia con la Lazio. Ho già giocato all’Olimpico, ma tornarci sarà un’emozione».
Ultima curiosità: dove e contro chi vorresti giocare alla prima giornata?
«In casa sicuramente. E non sarebbe male il Palermo come avversario. Giusto per ritrovare tanti amici e ripartire subito con la carica giusta!».
(fonte La Voce di Mantova)
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Esatto francesco… Nella vita non bisogna mai abbattersi .. serve carattere sacrificio e cattiveria agonistica ♥️🤍💥💥💥💥
Bravo Francesco, da Reggio. Errore imperdonabile perderti per un pugno di euro..così han voluto..anche la C!
Grande Bardi⚡👏🏻👏🏻👏🏻
Bravo Francesco, così si parla!
Bardi è un leader del Mantova e un grande portiere!!!!!
Bravo portierone!! 👍