Il capitano del Mantova ripercorre la stagione della salvezza in Serie B: dai momenti difficili alla svolta con Modesto, fino ai gol decisivi e all’amore per la maglia biancorossa. Durante la festa di fine stagione svoltasi mercoledì sera a Villa Corte Peron di Marmirolo, l’attaccante dei virgiliani ha toccato diversi temi.
Davis, che valore ha questa salvezza?
«Vale quanto la promozione in Serie B di due stagioni fa. Anche perché ci davano tutti per spacciati, invece abbiamo fatto un miracolo. Nel girone di ritorno siamo stati devastanti, dimostrando di avere gli attributi. Abbiamo giocato tutte le partite come fossero delle finali. Alla fine siamo riusciti a portarci a casa l’obiettivo: per noi è come se avessimo vinto il campionato».
Quando hai capito che il Mantova poteva davvero salvarsi?
«Dopo la partita contro l’Entella del 6 aprile. Era uno scontro diretto e, nonostante non giocammo la nostra miglior gara, arrivò comunque l’eurogol di Marras. Li capii che avremmo potuto salvarci. È stato bellissimo».
Sei tra i reduci della Serie C con Possanzini, della B con lo stesso allenatore e poi al passaggio di consegne con Modesto. Come l’hai vissuta?
«I numeri parlano per Modesto. Mi ricordo che dopo la doppietta di Padova dissi durante l’intervista a fine gara di essere un mini bomber e lui mi bacchettò dicendomi che dovevo ragionare da bomber. Quelle parole mi hanno dato grande fiducia, e il giorno seguente cercai subito in allenamento di migliorare sotto porta. Poi però mi sono infortunato a La Spezia e mi è dispiaciuto un sacco perché avrei potuto segnare qualche gol in più».
La doppietta all’Euganeo resta il momento più bello della stagione?
«Per me è stata un’emozione indescrivibile. Ad oggi è l’unica che sono riuscito a realizzare in Serie B. Spero però di potermi ripetere e migliorare, magari ancora con il Padova o sennò anche nel derby con l’Hellas Verona».
Adesso come stai?
«Fisicamente sto bene e finché il Mantova mi vorrà continuerò a dare il massimo. Sono orgoglioso di questa maglia e di essere il capitano».
Ti senti ancora in grado di dire la tua anche l’anno prossimo?
«Sarà il mio quinto anno qui e non avrei mai pensato di diventare una bandiera del Mantova. Quando arrivai giocavo in Serie D, non pesavo di arrivare a fare il calciatore in queste categorie. Quello che viene è tutto di guadagnato».
Il ricordo più bello?
«La vittoria con il Südtirol a Bolzano. Dall’esterno è stato bellissimo vedere i ragazzi vincere. Sono stati fantastici, ci hanno messo sudore, impegno e tanto cuore, dimostrando grande attaccamento alla maglia. Sono orgoglioso di essere il loro capitano».
(fonte La Voce di Mantova)
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