Dopo l’encomio alla stagione d’oro del Frosinone (non riportato in queste righe), La Gazzetta dello Sport analizza la serataccia dei biancorossi e la cinquina che spinge i gialloazzurri in Serie A:
“L’ostacolo finale del Frosinone è stato un Mantova che ha proposto la stessa formazione che ha steso il Monza, ma che al contrario di una settimana prima ha trovato un avversario che ha avuto un approccio più determinato. La gara si è indirizzata nei primi 12′, quando Calò ha trasformato un rigore concesso per una scarpata di Castellini a Monterisi che stava colpendo di testa (Manganiello è stato chiamato al monitor un paio di minuti dopo), quando Ghedjemis ha colpito un palo (e Bardi ha respinto il tap-in di Kvernadze) e quando Castellini, nel tentativo di anticipare Monterisi su punizione di Calò, ha infilato la propria porta. Non è stata una passerella perché il Mantova non è rimasto a guardare, ma quando nella ripresa Castellini (serataccia…) ha sbagliato un disimpegno, Ghedjemis è filato verso l’ex Bardi e l’ha battuto dal limite. E nessuno ha avuto più dubbi. Raimondo ha firmato il poker in mischia e Koutsoupias ha fatto cinquina in diagonale scatenando le ovazioni. L’invasione ha rovinato la festa, che peccato, ma non importa. Il Frosinone è promosso. In Serie A non è mai durato più di un anno: la prossima sfida si chiamerà salvezza”.
Per Tuttosport il Frosinone domina il match dal primo all’ultimo minuto e la squadra di Alvini è la più bella del torneo cadetto:
“A Frosinone è la notte della quarta Serie A. La squadra di mister Alvini supera il Mantova con una roboante cinquina nell’ultimo turno della Serie B e tiene a distanza il Monza permettendo al popolo ciociaro di festeggiare a meno di 24 mesi dalla dolorosa retrocessione patita contro l’Udinese nell’ultima apparizione nella massima serie. In uno stadio Benito Stirpe tutto esaurito il Mantova deve inchinarsi allo strapotere dei gialloazzurri, padroni assoluti del campo dal primo all’ultimo minuto: bastano infatti cinque giri di lancetta a Calò per portare avanti i suoi su calcio di rigore, concesso dopo revisione al Var per un fallo di Castellini ai danni di Monterisi. Passano pochi minuti e la storia si ripete con un copione molto simile: questa volta il difensore ospite, nel tentativo di anticipare il diretto avversario, beffa Bardi. Sul velluto, quindi, il Frosinone supportato dall’euforia di uno stadio galvanizzato dallo storico traguardo a portata di mano.
Nella ripresa, dopo qualche tentativo ospite fallito da Mancuso e Marras, l’undici di mister Alvini dilaga: prima Ghedjemis segna il suo 15° gol in questa B sfruttando l’ennesimo errore della serata horror di Castellini, poi partecipa alla festa anche Raimondo abile a ribadire in rete un traversone del neoentrato Fini, per lui è l’undicesima rete in questo campionato. Nel finale la manita è opera del rientrante Koutsoupias con una conclusione potente, sulla quale il portiere ospite non è impeccabile.
Al triplice fischio di Manganiello è festa grande nel capoluogo ciociaro: dopo le promozioni ottenute nel 2014-15 sotto la guida di Roberto Stellone, 2017-18 con Pasquale Marino e 2022-23 sotto la guida di Fabio Grosso, ecco un altro pezzo di storia firmato da Massimiliano Alvini. Quando il tecnico di Fucecchio, lo scorso agosto durante la prima conferenza stampa, disse di sognare la Serie A sembrava pura utopia: ora è realtà . Ed è un successo meritato. Magari il Venezia sarà stata la squadra più forte, ma il Frosinone è stata la più bella”.
Il Corriere dello Sport-Stadio descrive minuziosamente una festa annunciata che per il Frosinone è diventata subito tripudio:
“La festa annunciata rischia di diventare subito un tripudio quando dopo due soli minuti di gioco un contatto in area virgiliana tra Castellini e Monterisi induce Manganiello ad assegnare il rigore (dopo revisione al monitor) che indirizza immediatamente il match. Dal dischetto è implacabile Calò che spiazza l’ex Bardi e spinge il Frosinone verso la promozione. Mai paga la squadra di Alvini sgomma e stringe in un vero e proprio assedio il Mantova: Ghedjemis disegna una magia che impatta sul palo lontano, poi Bardi si supera negando a Kvernadze il raddoppio al 7′ di gioco. Raddoppio che, neanche a dirlo, viene propiziato da una punizione battuta da Calò che Monterisi accompagna in rete costringendo all’autogol Castellini. Il Frosinone è assatanato, memore di qualche disfatta del passato, e la squadra di Modesto non riesce a reagire, benché un successo potrebbe ancora tenere in corsa i virgiliani per i playoff. L’incursione di Cella, innescato da Marras, chiama Palmisani al primo intervento dopo 18′ di gioco, imitato da Mancuso poco dopo. I padroni di casa abbassano il ritmo e comincia lentamente a venir fuori la formazione ospite più volte al tiro senza effetti collaterali. Poi in pieno recupero Palmisani si guadagna l’applauso della sua gente negando a Marras la rete che avrebbe riaperto la contesa.
L’assedio ciociaro riprende sistematico in avvio di ripresa dopo il tentativo temerario del solito Marras. Che all’8′ del secondo tempo offre a Mancuso una splendida palla-gol che l’attaccante spara alto. Poi è Monterisi a salire in cielo per chiudere la partita, ma Bardi c’è. Non può fare niente il portiere biancorosso sull’ennesima incursione (13′ st) di Ghedjemis che sigilla la A con il suo 15° gol personale di un’annata che da queste parti non dimenticheranno più. Le marcature di Raimondo (26′ st) e Koutsoupias (31′ st) circoscrivono un’altra vittoria. Quella che vale il ritorno in A dopo due sole stagioni e con tanti talenti valorizzati e già tesoretto economico per la società gialloazzurra. Chi crede che il calcio italiano sia in una crisi irreversibile si faccia un giro da queste parti e capirà come si fa!”
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