Una partita che resterà a lungo nelle menti e nei cuori di tutti gli sportivi biancorossi. Questo è stata l’incredibile Mantova-Monza che ha messo il sigillo sulla fantastica salvezza dell’Aciemme. Un match da montagne russe, un ottovolante di emozioni. Un primo tempo che ha visto un Mantova spaziale per ritmo, intensità e qualità, prima frazione dominata sciorinando un calcio magnifico. E di fronte c’era una corazzata, quella brianzola. La squadra col più alto monte ingaggi della B, con una rosa ricca di elementi con anni di Serie A alle spalle, e addirittura un campione d’Europa di Wembley. Un secondo tempo che ha visto un fisiologico calo fisico del Mantova e la reazione rabbiosa di chi stava vedendo sfumare la promozione diretta. Ciononostante, i biancorossi hanno stretto i denti, mantenendo il vantaggio con grande abnegazione e spirito di sacrificio. Ma all’88’, quando Dany Mota ha insaccato beffardamente dalla punizione di Hernani riportando la sfida in equilibrio, si profilava all’orizzonte perfino una sconfitta dal sapore di beffa, perchè alla luce del vantaggio del Frosinone, la squadra di Bianco stava spingendo a mille in forcing per portare a casa i tre punti.
E invece… E invece al 95′ è successo l’imponderabile. Un istante che sarà difficile dimenticare, quello del gol di Benaïssa. Un pallonetto alla Totti, un pezzo del repertorio di fantasisti col piede vellutato, messo a segno invece da un terzino, generoso e con tanta corsa, ma mai distintosi finora per la finezza del tocco. Un momento di gloria che il franco-algerino si è meritato, e che lo consegna alla galleria imperitura della storia dell’Aciemme. Una scarica di adrenalina pazzesca per chi era sugli spalti del Martelli, ancora adesso, a distanza di ore, sentiamo i brividi dall’emozione scorrere lungo la schiena. Tanto che dopo il triplice fischio, i tifosi sono rimasti venti minuti buoni sugli spalti a festeggiare ed applaudire. E la squadra è andata a prendersi il meritato tributo sotto la Te. Tutti, titolari e riserve. Allenatore, direttore sportivo e i loro staff. Medici, massaggiatori, magazzinieri, addetti. E ultimo ma non ultimo, il presidente Piccoli, che ha portato la famiglia sotto la curva per una foto ricordo, commosso come mai lo si era visto prima. Tutti hanno messo il loro tassello, tutti hanno portato il loro mattoncino in quella che è stata una rimonta clamorosa, ricordando la situazione di classifica disastrosa in cui i biancorossi si trovavano a gennaio. Meriti a tutti, a partire da mister Modesto, che tenendo un basso profilo, mai sopra le righe, ha compiuto un vero e proprio capolavoro sportivo. Portando non solo i punti in classifica, ma anche un gioco che nelle ultime due partite ha fatto spellare le mani ai tifosi. Ci sarà tempo, a mente fredda, per celebrare tutti i protagonisti di questa stagione come meritano. Adesso facciamo solo notare che siamo addirittura ottavi, a pari merito con Avellino e Cesena, e che all’ultima giornata avremmo addirittura una, seppur flebile, speranziella di acciuffare l’ultimo posto utile per i playoff. In virtù anche di un torneo cadetto anomalo, che vede le prime tre-quattro squadre a punteggi altissimi, e poi una classifica compressa come raramente si era visto. Ma se qualcuno avesse detto, anche solo due settimane fa, che si poteva ambire ai playoff, gli avrebbero messo la camicia di forza. Godiamoci la trasferta di Frosinone, contro la seconda forza del campionato, a mente libera, ma concentrati e focalizzati, anche per una questione di rispetto visto che saremo arbitri della promozione diretta.
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