Mantova, Modesto è un fiume di emozioni: «Non dimenticherò mai questa salvezza»

Il tecnico biancorosso racconta la grande risalita: "Ma i principali protagonisti sono stati i calciatori. Veri uomini, prima ancora che giocatori. Non era un semplice condurre una cavalcata così"

Un grande sospiro di sollievo, quasi da lasciarsi andare su quella sedia in sala stampa cui per tante volte ha invitato i suoi interlocutori (i cronisti) a non perdere la fiducia nella strada che avrebbe condotto il suo Mantova alla salvezza. Francesco Modesto, allenatore dell’Acm subentrato a dicembre, vive così la tappa che gli regala il meritato traguardo della permanenza in B. Nel giorno forse più bello, sgambettando un avversario che respirava aria di Serie A.

«È stata dura emergere da così tante difficoltà e il merito della salvezza è di tutti commenta il tecnico biancorosso -. Dai miei calciatori a tutte quelle persone apparentemente invisibili, come ad esempio i magazzinieri, che con gli stessi ragazzi hanno un rapporto diretto e quotidiano. Sempre presenti e disponibili, a qualsiasi ora. Proprio loro, ad esempio, sono i primi tifosi della squadra per cui sono al servizio. Gente come Dante (Marsiletti, ndr), il personaggio più longevo di questa società. Il suo, come quello di altri, è un amore viscerale per questi colori. Poi, i fisioterapisti, chi si occupa della comunicazione. Tutti a lavorare per un’unica causa, con il presidente Filippo Piccoli, che mi ha concesso l’opportunità di venire a Mantova allenare questa squadra. Un obiettivo bellissimo, per i risultati che abbiamo concretizzato. Grazie anche alla tifoseria. Ma i principali protagonisti, artefici della salvezza sono stati i calciatori. Veri uomini, prima ancora che giocatori. Non era un semplice condurre una cavalcata così. Credo che resterà nella storia del club e nella memoria degli sportivi mantovani per parecchi anni a venire. Io per sempre ricorderò uno ad uno questi ragazzi. Perché ogni giorno ho visto in loro il sacrificio e la voglia di determinare. Anche in questo momento, non stanno festeggiando come potrebbero ma pensano a Frosinone. Significa che possiedono una mentalità forte. Sono cresciuti singolarmente e come gruppo. A livello fisico e tecnico-tattico, nell’aggressività e nella voglia di non mollare mai. Hanno compiuto un percorso stupendo e per me questa salvezza vale quanto quella che conquistai da calciatore con la Reggina, partendo da -15. Negli occhi dei miei ragazzi ho visto la stessa determinazione di quel gruppo».

Redazione

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