In attesa di vederlo esultare per un gol, Nikolas Muci si è presentato ai suoi nuovi tifosi. L’attaccante svizzero ha fatto il suo esordio nella sconfitta contro la Reggiana nel derby del Mapei Stadium.
L’italiano lo conosce benissimo: è cresciuto nel Canton Ticino, con padre comasco e nonni leccesi e piemontesi. «Mantova è una bella opportunità per me – ha detto Muci, 23enne svizzero, arrivato in prestito dal Grasshopper –. Voglio dimostrare le mie qualità. Mi piacerebbe che Mantova fosse il trampolino di lancio per esplodere. Mi considero un giocatore fisico, abbastanza abile nel crearmi occasioni da gol e nel finalizzarle. So bene che devo crescere e spero di farlo qui, aiutando i compagni a raggiungere l’obiettivo salvezza».
Come già anticipato pochi righe sopra, Muci è entrato nel finale del derby con la Reggiana: «È stato un esordio complicato. Sono contento di aver debuttato, ma rammaricato per la sconfitta. Abbiamo avuto un buon possesso palla, però non siamo stati abbastanza cinici in fase offensiva. Perdere così fa male».
Sul Var aggiunge: «Anche in Svizzera crea qualche malumore. È uno strumento che toglie un po’ di emozioni, anche se non nego che a volte sia efficace».
Nikolas è stato l’ultimo dei numerosi acquisti messi a segno a gennaio dal ds Rinaudo: «So che il direttore mi seguiva da tempo, ma io l’ho saputo solo l’ultimo giorno di mercato. Ho avvertito subito belle sensazioni e questi primi allenamenti me lo stanno confermando. Le sedute di mister Modesto sono molto intense, ma anche divertenti. Diciamo che… non ci annoiamo».
Il suo idolo è Ronaldo: «Il Fenomeno – ci tiene a precisare Muci– non l’altro. So tutto di lui».

