A tu per tu con Nicolò Buso, ultimo arrivato (in prestito dal Catanzaro) in casa Mantova. L’attaccante 25enne ha incontrato la stampa allo stadio Martelli.
«La chiacchierata con il ds Rinaudo, alla presenza del mio procuratore, mi ha convinto subito – esprime il neo biancorosso –. Sarei dovuto arrivare la scorsa settimana ma poi c’è stata la necessità che rimanessi ancora qualche giorno a Catanzaro (è andato in panchina nel weekend, ndr). Ma non appena la situazione si è sbloccata mi sono precipitato qui, perché la proprietà è seria, c’è un centro sportivo adeguato e un ambiente in cui si può lavorare bene. Ci sono, dunque, tutti i presupposti per raggiungere l’obiettivo della salvezza il prima possibile. A Mantova arrivo con smania di rivalsa, perché nell’ultimo periodo ho giocato poco. Nella situazione in cui ci troviamo è fondamentale fare più punti possibile e in ogni partita. A Catanzaro stavo bene ma avevo poco spazio. Ho tanta voglia di giocare e di mettermi in mostra facendo bene».
Sulla filosofia di gioco di mister Francesco Modesto: «Abbiamo parlato e ci siamo trovati d’accordo su ciò che può aspettarsi da me. Il suo modo aggressivo di intendere il calcio mi piace molto. Vuole gente con gamba e che corra, ed io mi posso trovar bene sia nei due là davanti, che dietro alle punte. Nei primi due allenamenti ho già capito di potermi adattare bene alle esigenze del tecnico. Sono stati intensi, ma forse mi ha più stancato il viaggio in auto di lunedì da Catanzaro. Che poi ho diviso in due tappe. Del Mantova mi hanno parlato tutti bene, compresi i miei ex compagni. Dei giocatori in forza conosco il solo Mancuso».
Si descrive come un ‘falso nueve’ per non avere le caratteristiche fisiche da prima punta, oppure un esterno veloce: «Il gol conta tanto per me, 8 su 10. Ma se segna un mio compagno non importa, importante è far punti e recuperare il terreno perso. Nello spogliatoio ho trovato un gruppo serio. E sono stato accolto benissimo dalla squadra. So che questa è una bellissima piazza, spero di contribuire a portare più gente possibile allo stadio. La penale per il minutaggio da garantirmi? Naturalmente mi auguro di giocare per merito. Sono pronto ad esordire. Quello di Padova è uno scontro salvezza non facile, senza i tifosi… E poi per me è anche un derby!».
Il suo idolo da ragazzino era Alessandro Del Piero e nelle prossime ore annuncerà il numero di maglia. Che non sarà il 45 avuto a Catanzaro e probabilmente nemmeno il 99 che lo consacrò a Lecco.


Non è una punta centrale speriamo bene