Arriva il Natale, ma sotto l’albero non è arrivata l’agognata vittoria in campionato. Allenatore e staff tecnico nuovi di zecca. Un Mantova rivoluzionato nel modulo e nella filosofia di gioco. Ma il nuovo corso parte purtroppo nello stesso modo come si era concluso il precedente, ovvero con una sconfitta. Sconfitta che brucia parecchio, perché il risultato obiettivamente più giusto per quanto visto nei novantasei minuti del Martelli sarebbe stato un pari. Atteggiamento, grinta e spirito di sacrificio non sono mancati. E per un’ora abbondante, contrariamente a quel che si poteva prevedere, la squadra ha mostrato di aver già fatto propri i nuovi dettami tecnico tattici impartiti da Modesto. Corsa spasmodica, pressing a tutto campo, gioco di prima, recupero delle seconde palle. Meno possesso e più ricerca della verticalizzazione.
Il cambio radicale di impostazione è già realtà. Purtroppo, si sono anche rivisti i soliti, atavici difetti. La buona prestazione non è stata accompagnata dalla creazione di vere palle-gol pericolose. E un errore individuale ha innescato l’azione del gol che ha deciso la partita. Dopo un’ora di gioco poi è finita la benzina e nell’ultima parte di gara la manovra ha perso rapidità e incisività. Non aiutata anche dallo scarso impatto dei subentranti, Mancuso (al rientro dopo l’infortunio) su tutti.
L’impressione è che molti giocatori non siano ancora pronti per questo ritmo ‘gasperiniano’ e che quindi anche la preparazione atletica dovrà essere rivista e adattata. Ora il mister di Crotone ha da gestire l’ostica trasferta di Carrara, dalla quale l’obiettivo realistico è quello di portare a casa un punticino comunque prezioso. Poi, dopo la sosta, da quel che si evince dai rumors, la rosa verrà pesantemente ritoccata: quasi una rifondazione nel bel mezzo della stagione. In un certo senso, una scommessa, in base all’esito della quale verrà giudicato il lavoro del Ds Rinaudo. Da lì, mister Modesto dovrà, nel minor tempo possibile, plasmare la squadra suoi principi di gioco. Dopodiché, se son rose fioriranno: il campo sarà il giudice inappellabile.
Cenno finale all’esclusione di Galuppini dalla lista dei convocati con l’Empoli. Dirigenza e tecnico hanno deciso che, probabilmente per caratteristiche, o per accordi di mercato, il bresciano non farà parte del nuovo progetto. Nel calcio è cosi, ci può stare. Ma un modo un po’ meno brusco e stonato di separarsi da quello che è stato uno degli artefici della promozione di due anni fa lo si poteva trovare. La società è ancora in tempo per rimediare. Aspettiamo fiduciosi.


A mio avviso è proprio questa sorta di sentimentalismo (emblematica la chiosa finale) che ci ha messi nella situazione attuale. Questa mini rivoluzione – cambio di mister, ds e a quanto si dice, diversi giocatori – probabilmente andava fatta già in estate. Comunque meglio tardi che mai, sperando di essere ancora in tempo).