Cesena-Mantova, dal vangelo dell’abbonato Matteo

Note positive solo da Festa, autore di ottime parate; e dal centrocampo, dove il trio Artioli - Trimboli - Paoletti (poco comprensibile la sostituzione quest'ultimo con l'opaco Wieser) ha offerto una prestazione di sostanza e qualità

Illusi, e poi delusi. È questo lo stato d’animo,  tutt’altro che piacevole, con cui i tifosi biancorossi sono usciti dalla centrifuga di emozioni andata in scena al Dino Manuzzi. Sia quelli che, dopo la sacrosanta revoca del divieto, si sono sobbarcati la trasferta in Romagna per andare a sostenere la squadra e ad abbracciare i gemelli di tifo bianconeri. Sia quelli che hanno gioito, sofferto e infine bevuto l’amaro calice davanti alla tv. Il cucchiaio di Ruocco e la punizione velenosa di Artioli avevano illuso davvero tutti, e la speranza di tornare in riva al Mincio con un risultato positivo si era fatta più concreta che mai. Poi il brusco risveglio.

Quanto può recriminare la squadra? Qualcosa senz’altro, per un uno-due che era anche conseguenza dell’ottimo gioco sciorinato nel primo spicchio di match . Ma va riconosciuta la forza dell avversario: il Cesena non si é abbattuto o disunito per il doppio svantaggio, e ha preso a macinare gioco e occasioni in serie. Scatenando la potenza di fuoco di un attacco che col duo Blesa-Shpendi è al livello top della categoria. Legittimando il gol della speranza, arrivato già nel primo tempo. E completando l’opera con quelli del ribaltone, giunti nella ripresa, quando il forcing era al massimo. Certo l’Aciemme è stata penalizzato dall’infortunio di Mensah: il veronese dava un grosso contributo in termini di profondità; e dopo la sua uscita Bonfanti, anche per caratteristiche, non è riuscito a fare altrettanto. Il Mantova si è abbassato troppo, non è più riuscito a ripartire se non in rare occasioni, ed era chiaro che resistere alla pressione romagnola sarebbe stata un’impresa titanica. E la retroguardia biancorossa ha iniziato a vedere le streghe, confermandosi il punto debole di questa squadra. Le sortite per vie centrali affondavano senza grossi problemi nella scarsa resistenza opposta da Cella e Castellini, in sofferenza permanente; e anche sulle corsie laterali, non è che le cose andassero molto meglio: in particolare Frabotta, finché ha avuto benzina, ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla fascia di Maggioni. Ennesima conferma di quanto la cessione di Brignani abbia indebolito un reparto che già la scorsa stagione non brillava per solidità.

Note positive solo da Festa, autore di ottime parate; e dal centrocampo, dove il trio Artioli – Trimboli – Paoletti (poco comprensibile la sostituzione quest’ultimo con l’opaco Wieser) ha offerto una prestazione di sostanza e qualità. Ora la classifica si è fatta di nuovo bruttissima. Vedremo cosa deciderà la società, ferme restando le parole di pieno appoggio a Possanzini pronunciate in settimana dal presidente Piccoli. Intanto Natale è alle porte, e per trascorrere serenamente le feste, gli sportivi biancorossi chiedono solo un regalo: i tre punti con l’Empoli.

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