Il gruppo organizzato ha annunciato uno sciopero del tifo per i primi quindici minuti della partita: nessun coro, nessuno striscione, nessuna bandiera e nessuno stendardo. Un silenzio voluto, dunque, per sottolineare il disappunto nei confronti delle restrizioni che impediscono ai sostenitori veronesi di essere presenti al Martelli in occasione di una delle sfide più attese della stagione.
La presa di posizione degli Ultras del Mantova
Nel comunicato diffuso in vista del derby, gli Ultras Mantova 1975 non nascondono la propria amarezza per una decisione che, a loro giudizio, finisce per penalizzare lo spettacolo e il significato stesso della partita.
“In occasione di una delle partite più sentite dall’intera provincia, attesa da quasi vent’anni, riteniamo inaccettabile doverla vivere senza la presenza della tifoseria ospite. Una decisione, ancora una volta, immotivata e priva di logica, che toglie a questa sfida una parte fondamentale della sua identità. Un derby come questo non può prescindere dalla presenza di entrambe le tifoserie sugli spalti. Per manifestare il nostro dissenso, il gruppo Ultras Mantova 1975 effettuerà uno sciopero del tifo per i primi quindici minuti del primo tempo. In questo intervallo non verranno intonati cori né saranno esposti striscioni, bandiere o stendardi. Chiediamo a tutti di rispettare questa decisione e di attenersi alle indicazioni del gruppo”.
Un messaggio che punta a coinvolgere l’intera tifoseria biancorossa, chiamata a condividere una protesta che va oltre il singolo appuntamento. Al centro della contestazione c’è infatti il tema delle limitazioni alle trasferte e delle conseguenze che queste misure producono anche nei confronti di quei sostenitori che seguono regolarmente la propria squadra senza aver mai violato le regole.
Anche il Ccmc al fianco della protesta
Sulla stessa linea si è espresso anche il Ccmc, che ha invitato i tifosi biancorossi a rispettare i quindici minuti di silenzio, manifestando solidarietà a tutti quei sostenitori, mantovani e non, che vengono privati della possibilità di seguire la propria squadra in trasferta.
Il Comitato, pur consapevole che un’iniziativa del genere difficilmente potrà incidere sulle decisioni delle istituzioni, ha voluto comunque prendere posizione, riconoscendo il valore della protesta e condividendo le ragioni di chi chiede maggiore attenzione nei confronti dei tifosi che rispettano le disposizioni.
L’invito del Ccmc è quindi quello di aderire ai primi quindici minuti di silenzio, mantenendo però un atteggiamento positivo nei confronti della squadra. La protesta, sottolinea il Comitato, non deve trasformarsi in un elemento di disturbo per il Mantova: niente mugugni o contestazioni rivolte ai giocatori, ma sostegno e partecipazione dal momento in cui il pallone inizierà a rotolare.
Un derby che comincerà nel silenzio
Il Martelli si prepara così a vivere un avvicinamento particolare a una partita che avrebbe meritato la presenza e il calore di entrambe le tifoserie. Per i primi quindici minuti il silenzio degli Ultras e dei sostenitori che decideranno di aderire all’iniziativa diventerà il simbolo di una protesta contro le restrizioni sulle trasferte.
Poi, esaurita la protesta, l’obiettivo sarà quello di trasformare il Martelli nel consueto fortino biancorosso, accompagnando la squadra per il resto della gara.
Perché il messaggio che arriva dalla tifoseria è duplice: manifestare il proprio dissenso per un derby senza ospiti, ma senza far mancare al Mantova il sostegno necessario in una partita che, per storia, rivalità e attesa, rappresenta molto più di una semplice gara di campionato.
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