Alla terza partita dell’Acm con la curva ospiti desolatamente vuota non ce la sentiamo più di far finta di niente. A più riprese, tra la cronaca di una gara e l’altra, è stato lanciato da noi un messaggio che si associa all’intero popolo dei tifosi: questi provvedimenti di punire un’intera tifoseria per colpa pregressa di qualcuno o addirittura per prevenzione sono una totale pagliacciata. Una mancanza di rispetto bella e buona verso il 99,99% dei tifosi, che si recano allo stadio per godere di uno spettacolo.
Bene ha fatto Cristiano Lucarelli, lo scorso settembre, ad esprimersi sull’argomento con queste parole: «Se rinasco voglio fare il prefetto o il questore. Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e ho fatto il mio lavoro. È come se fossi presidente dell’Aci: siccome ci sono gli incidenti per strada, allora blocco la circolazione di macchine, camion e motorini». Aggiungendo poi: «Da piccolo volevo fare il veterinario, spero che il Ministro della Sanità non mi deferisca. Scherzi a parte, sono abituato, forse ho speso più soldi in avvocati rispetto a quanti ne ho guadagnati. Al di là di tutto era una battuta. Poi se in Procura sono permalosi gli passerà».
Le parole di Lucarelli sono puntualmente arrivate sul tavolo della Procura federale della Figc, per questo è un Paese in cui non si può contraddire il sistema che ti dà da mangiare e proprio oggi l’ex bomber, ora allenatore del Livorno, è stato sanzionato con l’ammenda di mille euro dopo aver patteggiato. Patteggiato cosa, verrebbe spontaneo eccepire, un grido rimasto isolato perché quasi nessuno si è curato di seguirlo. Almeno, il presidente Piccoli è uscito giorni fa allo scoperto spiegando quali sono gli attori di questa vicenda e sotto che aspetto ciascuno di loro ci rimette, in termini economici e di passione. C’è chi aspetta magari da vent’anni un Mantova-Verona o un Verona-Mantova ma dovrà provare a convincersi che le istituzioni gli hanno imposto la soluzione più consona al problema (quale problema?).
La verità è che la Figc sbandiera come il torneo di Serie B sia il campionato degli italiani e poi viene impedito loro di andare allo stadio spingendoli sempre di più verso il prodotto televisivo. Ma la passione matura nelle curve, tra le gradinate, nelle tribune: come farà un bambino a restare stregato dall’atmosfera del calcio mettendosi davanti ad un monitor? Pretore, Questure e Osservatorio riflettano su questa situazione. E smettano di coprirsi di ridicolo.
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