Modesto: «Mantova, grande personalità. Vittoria importante ma non semplice»

Il mister biancorosso analizza la gara con la Juve Stabia: “Questi ragazzi hanno un grande spirito. Siamo stati molto bravi nella gestione gara”

Modesto

Il Mantova torna a vincere e lo fa davanti ai suoi tifosi. Al Martelli i biancorossi battono 2-0 la Juve Stabia e volano in zona salvezza al 15esimo posto con 30 punti. A fine gara mister Francesco Modesto commenta il successo ottenuto dai suoi.

Mister, sabato aveva detto: “belli o brutti bisogna vincere”. La squadra ha risposto. E per una volta si è vista anche una squadra piuttosto bella. Forse l’episodio ha girato dalla vostra parte?

«L’episodio – spiega Modesto – sicuramente ci ha dato una mano, ma siamo stati anche bravi ad andarcelo a cercare. La partita è iniziata bene: i ragazzi hanno mostrato grande personalità, molto più rispetto alla gara in casa contro la Carrarese, dove si sentiva più tensione. Sapevamo che tipo di avversario fosse la Juve Stabia e credo che siamo riusciti a limitare molte delle loro situazioni migliori. I ragazzi hanno fatto una prestazione davvero molto buona, sia dal punto di vista tecnico che tattico. Non era una partita semplice, ma è una vittoria importante, un passo avanti verso l’obiettivo da qui alla fine della stagione».

Al di là delle difficoltà dell’avversario, è stato forse il Mantova più bello della sua gestione? In questo momento uno dei simboli è Bragantini, con quattro gol nelle ultime tre partite in casa. Che giudizio dà sulla sua prestazione e sul suo stato di forma?

«Di Bragantini parlo spesso: è un giocatore che, come tutti i nostri attaccanti, può creare superiorità, segnare e fare assist. Sono molto contento di lui, è un ragazzo speciale. Però deve dare sempre il massimo e restare sempre dentro la partita. Oggi era molto acceso, sempre nel vivo del gioco, ed è proprio quello che gli chiedo. A volte gli capita di “staccare” un po’, e quando lo vedo camminare glielo dico subito: deve restare sempre concentrato. Detto questo, tutta la squadra ha fatto una grande prestazione. È chiaro che giocare in undici contro dieci può facilitare alcune situazioni, ma non è mai scontato gestirla bene. Noi siamo stati bravi a farlo».

Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, forse nel finale poteva arrivare qualche gol in più per rendere il risultato ancora più rotondo. Però ho notato anche un’altra cosa: l’abbraccio tra i compagni, l’entusiasmo di chi entra dalla panchina. Sembrano dettagli, ma danno l’idea di un gruppo molto unito.

«Questi ragazzi hanno un grande spirito. In ogni partita non è mai mancato l’impegno e la voglia di fare punti. Le difficoltà ci saranno fino alla fine, perché fino all’ultimo minuto bisognerà combattere. Tra loro però c’è un bel rapporto: vanno d’accordo, è un gruppo sano. Lo zoccolo duro della squadra e i nuovi arrivati hanno creato un ottimo clima, anche in allenamento. Spingono sempre forte e spesso non devo nemmeno alzare la voce: hanno capito da soli l’importanza di questo momento».

Avete concesso solo due tiri agli avversari: uno nel primo tempo e uno nel secondo. In entrambi i casi avete rischiato qualcosa, ma nel complesso la difesa ha dato risposte importanti.

«In una partita – afferma Modesto – è difficile togliere completamente ogni occasione agli avversari. Sul calcio piazzato abbiamo rischiato, con la traversa, e fino a quel momento forse non avevano nemmeno tirato in porta. Nel secondo tempo c’è stata una disattenzione su cui dobbiamo essere più attenti, perché un episodio così può complicare una partita. Però vedo una crescita. I nostri difensori giocano spesso molto alti, uno contro uno a tutto campo: è un modo di difendere rischioso ma che mi piace, perché ci permette di creare situazioni offensive. Non è semplice marcare gli attaccanti della Serie B con questo approccio, quindi il lavoro che fanno è importante».

Il pubblico ha applaudito molto anche due ragazzi: Kouda e Benaïssa. Come li ha visti?

«Sono due ragazzi che stanno crescendo – dice Modesto – . Benaïssa, per esempio, fa ancora un po’ fatica con l’italiano ma sta imparando. È un giocatore di prospettiva che può darci una mano, come Tiago e come tutti gli altri. Ogni partita abbiamo bisogno del contributo di tutti, anche solo per pochi minuti. Loro lo sanno e stanno lavorando molto per la squadra».

In questa stagione è mancata un po’ di continuità nei risultati. Ora arriva una trasferta importante: cosa serve per dare seguito a questa vittoria?

«Nelle ultime quattro partite ho visto un buon atteggiamento, ma in realtà la squadra lo ha sempre avuto. Ora i ragazzi si conoscono sempre meglio. Ogni partita per noi è fondamentale: sappiamo che dobbiamo fare punti per raggiungere la salvezza il prima possibile. Se ci riusciremo, sarà merito di tutti. E se dovremo soffrire fino all’ultimo secondo, siamo pronti a farlo».

Una curiosità tattica: all’inizio l’assetto della Juve Stabia con i due esterni larghi vi ha sorpreso?

«No, lo sapevamo – conclude Modesto – . Avevamo visto che contro squadre come la nostra si mettevano spesso così. I ragazzi sono stati bravi nelle letture, soprattutto ad anticipare i loro trequartisti quando si accentravano. Da una parte usciva Kouda sulla mezzala, dall’altra Meroni. Anche sotto questo aspetto la squadra ha lavorato molto bene».

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