Per metà dottor Jekyll, per metà mister Hyde. E a rompere gli equilibri, una giocata di classe pura di un singolo. Mantova-Sampdoria si può riassumere così. Biancorossi autori di un primo tempo a dir poco sottotono, opaco, incapaci di produrre un’azione degna di nota, e perforati dalle ripartenze doriane (oltre al gol, anche il rigore poi tolto per fallo di mano) per marchiani propri errori. Un nuovo acquisto all’esordio, lo svizzero Junior Ligue, in condizioni impresentabili, messo in campo avventatamente e poi sostituito quando ormai la frittata l’aveva già combinata. E un Martelli a rumoreggiare al duplice fischio di fine primo tempo. Poi i cambi, a sparigliare le carte. Uniti a atteggiamento troppo rinunciatario dei liguri.
Buso e Radaelli hanno dato la scossa elettrica alla squadra, subito fin dal primo minuto dopo l’intervallo. E Bragantini, finalmente risorto dopo un periodo buio, sfoderando i suoi lampi di classe ha stappato la partita, con una prima rete favolosa e una seconda tutt’altro che banale (ah, se solo riuscisse a dare un minimo di continuità al suo rendimento). In analogia con la gara d’andata a Marassi, quando fu la giocata strepitosa di Ruocco a regalare i tre punti a un Mantova anche allora reduce da un filotto di risultati negativi. Sei punti presi nel doppio confronto: in questa stagione la Sampdoria sembra la medicina che lenisce i dolori dell’Aciemme. Blucerchiati rinforzati notevolmente dal mercato invernale, con tanti giocatori di alto livello per la categoria, a partire da quel Begic che al Martelli ha messo in mostra le sue doti; ma che hanno lasciato troppo campo al Mantova, con un atteggiamento troppo attendista. Magari pensando di avere già la vittoria in mano all’intervallo.
Forse non giova loro la confusione in panchina, con Gregucci a presidiare l’area tecnica, Pozzi dotato di auricolari a dargli il cambio ogni tanto, Foti dietro le quinte a decidere strategie e sostituzioni, e Lombardo a fare capolino qua e là. Tant’è, problemi loro. Noi pensiamo ai nostri, che non sono pochi. Dalla fragilità difensiva non certo guarita, al rebus su chi in attacco fra Mancuso e Mensah (o magari Muci) sia più funzionale al gioco di Modesto. La strada è lunga e lastricata di ostacoli. Però questi tre punti sono un bel booster. Per la classifica, che prende una bella boccata d’ossigeno. E per il morale, che si risolleva dopo le brutte sconfitte di Reggio e Catanzaro. L’esultanza rabbiosa sfoderata sul terreno di gioco dal presidente Piccoli dopo il triplice fischio è la dimostrazione plastica che la società e tutto l’ambiente credono nella salvezza. Il calendario, con la seconda sfida interna consecutiva contro l’abbordabile Carrarese, offre una grande occasione per dare continuità a questa vittoria. Parola d’ordine, non sprechiamola.


In verità, in verità vi dico cheeee…boohhh
Comunque abbiamo vinto:Ma ribadisco restiamo con I piedi saldamente ancorati a terra.